L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

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BIBLIOGRAFIA

RECENSIONI.

Emile Bertaux : L’art dans VItalie Meri-
dionale de la fin de VEmpire romain à la
Conquéte de Charles d'Anjou. Tome pre-
mier, Paris, 1904 (voi. in-4 grande, p. 835).

Emile Bertaux ha pubblicato l’opera attesa ansio-
samente da tutti gli studiosi dell’arte; ed è, diciamolo
subito, un’opera degna de’ maggiori onori. Abbozzata
la topografia storica delle provincie meridionali d'Ita-
lia, l’A., in un primo libro, tratta della fine dell’arte
antica nell’ Italia meridionale, de’ mosaici campani an-
teriori a Giustiniano, dell’arte nel ducato di Napoli e
nelle città bizantine dell’Italia del sud prima del x se-
colo, dell’arte nei principati lombardi di quella regione,
degli inizi dell’arte benedettina a Monte Cassino e
nell’abazia del Volturno. Questo primo libro, che com-
prende lo studio dell’arte dalla fine dell’impero ro-
mano alla invasione saracena, può considerarsi una
introduzione scritta con minute ricerche d’ogni fram-
mento che possa dar luce sul periodo delle origini
dell’arte medioevale.

È un periodo di tanta oscurità che non permette
l’andar sicuro nelle classificazioni del materiale fram-
mentario (ad esempio, non ci pare giusto 1'assegnare
al ix secolo il rilievo conservato nella cappella del-
l’arcivescovado di Napoli, l’altro di San Giovanni Mag-
giore pure in Napoli e la transenna di San Salvatore
ad Atrani); ma l’A. è stato sempre circospetto, e ha
dimostrato sin dal principio di ben comprendere que-
sta verità: che non si può trattare dello svolgimento
dell’arte in una regione senza addentra'si nello studio
di tutte le forme artistiche di qualunque proporzione
e di qualunque materia. Solo raccogliendo ogni saggio
della vita artistica della regione meridionale d’Italia,
analizzandone i caratteri, riconoscendone il valore sto-
rico, si poteva ricostruire modernamente il corso del-
l’arte, rifare, completare il lavoro poderoso dello Schulz,
comporre un’opera nuova. A tanto è giunto il Bertaux,
che, con intendimenti amplissimi e con tenacia, con-

tinua nel libro secondo del primo volume lo studio
dell’arte monastica nell’ Italia meridionale.

Prima egli esamina l’arte de’ monaci basiliani nei
paesi greci e latini dell’ Italia meridionale, poi la scuola
benedettina, che, favorita dall’abate Desiderio, progre-
disce e produce insigni monumenti d’architettura, di
scultura, di mosaico, d’oreficeria. A proposito de’ mo-
saici benedettini a figure dell’xi e del xii secolo, l’A.,
segnata l’iconografia de’ mosaici di Monte Cassino e
di Capua, nota il rinnovarsi delle antiche composizioni
romane e campane. E per meglio comprendere il mo-
vimento dell’arte pittorica, l’A. studia le miniature che
formano una serie ben più ricca delle decorazioni
parietarie ; e interroga, più c meglio che non si sia
fatto sin qui, i manoscritti benedettini anteriori e po-
steriori al 1070, e tutti gli Exultet ancora esistenti.
Due tavole sinottiche aggiunte a corredo dei volumi,
con l’iconografia comparata dei rotuli dell’Exultet,
rendono un gran servizio agli studiosi, permettono a
colpo d’occhio d’apprezzare le varianti delle singole
composizioni, il movimento delle forme popolari che
in esse si determinano.

Apertasi così, con lo studio delle miniature, la via
per conoscere più addentro la pittura murale, l’A.
esamina gli affreschi di Sant’Angelo in Formis, d’Au-
sonia e di Foro Claudio, e quindi spiega l’influsso
della scuola di Montecassino. Delle linee relative allo
svolgersi di tale influsso alcuna andrà alquanto mu-
tata, poi che la data delle pitture di San Bastianello
nel Palatino è precedente a quella supposta; ma in
ogni modo l’A. ha raccolto tutti gli elementi per trac-
ciare l’estensione degl’influssi, oltre la terra di San
Benedetto, nelle opere di smalto, di mosaico e di pit-
tura. Nulla egli trascurò per giungere in fondo alle
sue ricerche.

Il libro terzo tratta dell’arte provinciale e munici-
pale sotto la dominazione normanna, cioè dell’archi-
tettura, della scultura, della decorazione policromica
nell’Apulia e nella Campania. Dalla cappella funeraria
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