L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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ADOLFO VENTURI

serie nota degli studi per la Madonna del Gatto (fig. 2). Molte collezioni europee (la
raccolta Bonnat di Bayonne, il Museo britannico di Londra, la Galleria degli Uffizi a
Firenze), si dividono i disegni fin qui noti per il primitivo quadretto, non dipinto o non
rintracciato, ora eseguiti a tratti veloci, con impeto di pioggia; ora modellati da una
vaporosa trama di segni filiformi, sfrangiati, dilaganti; ora fervidi di brio e di gentile
umorismo nella descrizione della lotta fra il bimbo e il micio ribelle; ora incantevoli per
la sospirosa grazia del putto, che tenta calmare, con la carezza della morbida guancia,
l'impazienza del prigioniero. Due studi, custoditi dal British Muscum, presentano la com-
posizione già inclusa in un contorno centinato, di tavola: memore, il primo, della Ma-
donna del Fiore, nelle proporzioni brevi e rotondette delle figure, e nello sfondo di camera
veduta attraverso il leggiero tracciato di un arco, aperta sul cielo per una finestrella a cen-
tina; vertiginosa vicenda, il secondo, di chiazze di sole e d'ombra su scivolanti forme,
fantasmagoria di baleni nelle tenebre. In questo prezioso secondo studio, la testa della
Vergine, prima curva a sinistra, con tutto il corpo sdrucciolante quasi lungo un de-
clivio, è ripetuta, poi, da un arruffio di sovrapposte curve, china sulla spalla destra, in
senso opposto all'inclinazione del corpo, verso la testa del bimbo, che stringe a sè il
micio fra le tenaci braccia paffute.

Questa nuova direzione è mantenuta nel disegno scoperto e acquistato dal signor
Arthur H. Pollen, con il risultato di una perfetta rispondenza ritmica fra le molli curve
del gruppo, quale non si era attuata in nessuno dei gruppi precedenti. E il tenerissimo
ritmo della composizione, indolente e leggiero, s'accorda con la multipla vicenda del chia-
roscuro, più frazionato, più minuto e carezzevole che nel disegno del British Museum: ai
lampi vividi nelle tenebre succede un continuo tremolio di bagliori nell'ombra, evocante
fruscii di foglie al vento: gli squilli si mutano in murmure festoso. Modellato a tocchi
minuti di luce, a riccioli d'ombra, il torso della Vergine e del bimbo, il pittore scaglia
qualche lampo vivido sulle ginocchia e sopra un braccio della Vergine, sulle braccia e sul
tondo viso del putto, tra le più carezzevoli immagini infantili di Leonardo, Compreso
con adorabile serietà dallo sforzo di trattenere il gatto ribelle. E infine l'acquerello sfuma,
con vaporoso trapasso di luci, con ineffabile lentezza di sospiro, dalle guance reclinate
di Maria alla nebulosa chioma: luce svanente nella luce.

Nel museo del palazzo granducale di Weimar, la preziosa raccolta di disegni com-
prende un foglio con tre gruppi di putto e agnello (fig. 3), da aggiungersi alla serie
di studi preparatori per la Sani'Anno del Louvre.1 11 disegno della biblioteca reale di
Windsor, delicatissimo per la morbidezza dei tratti, da cui si sprigiona, come farfalla dal
serico viluppo del bozzolo, tra un arruffio di senni leggieri e soffici, una gentile e ancor
indeterminata figura di bimbo proteso verso un agnello, è il più vicino alla composi-
zione pittorica; l'altro, nella stessa raccolta, ci mostra, presso un nudo di giovane se
duto, probabile studio per il 5. Giovanni Battista, Gesù avvinto soavemente eoi mor-
bido braccio all'agnello, mentre volge, (piasi in ascolto, la testa biondissima dagli ocelli
vividi e le umidi1 labbra splendenti.

In posa affine a questa, è ripetuto il putto tre volte nel recto del disegno di Weimar,
e altra volta ancora, come per trasparenze si avverte, sul verso dello stesso disegno, pur-
troppo incollato su cartone: lo studio è a piuma invece che ad acquerello, eseguito con fer-
vida rapidità e brio, invece clic con la vaporosa tenerezza dei morbidi disegni di W indsor.

' In alto, sul disegno, si leggono tre righe di scritto,
da interpretarsi cosi: « Incipit liber enbadorum assa-
nasorda Judeo in ebraico compositus et spiatone ti-
burtinj in latinum sermonem translatus anno arabicum
DX mense sapliar capitulum primum in geometrie
arihtmetice que universalia proposita » (mons. Enrico

Carusi mi fornisce gentilmente l'appunto bibliografico
su « Savasorda Judeo = Abraham bar Chyja »: cfr.
S. Marci tlorent. 207 descritto da G. Enestròni (Bi-
bliotheca mathematica, Zeitschrìft fu* Geschichte der
Matetnatischen Wissrnschaft, 1912, pag. 21;, 1.
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