L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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La Mostra storica della legatura artistica

in Palazzo Pitti

Questa Mostra storica della legatura, ordinata
in undici sale del secondo piano di Palazzo Pitti,
è una solenne manifestazione dell'amore e delle cure
che da secoli ha prodigato al libro una numerosa
schiera di artisti creando, con la protezione di prin-
cipi munifici e di bibliofili appassionati, gran copia
di capolavori. Artisti il cui nome spesso è ignoto od
avvolto nel mistero e che di rado usavano firmare le
loro opere. Par quasi che essi volessero rimanere
nell'ombra a godersi le loro raffinatezze di colori
e le loro ricercate eleganze di linee, e che soltanto
appartandosi potessero trovare tanta prodigiosa
fertilità d'invenzioni da rinnovare incessantemente,
nel limitato campo della coperta di un libro, le
loro fantasie decorative.

Sotto l'impero di queste limitazioni di spazio e di
mezzi, l'arte della legatura diviene quasi una astra-
zione decorativa, che delle altre arti coglie soltanto
l'essenza, e che si compiace di concentrare in motti
ed in simboli lo spirito della cultura del tempo.

Ma questa perfezione espressiva non si raggiun-
gerà che dopo la divulgazione dell'invenzione della
stampa; nelle epoche anteriori i signori e la Chiesa
ricorrono invece agli orafi per l'adornamento
dei loro codici, che vogliono ingemmati al pari di
preziose reliquie.

Da questi esemplari ha principio la mostra di
Palazzo Pitti e tra essi si ammira, oltre al dittico
eburneo del Museo di Brescia, l'Evangelario Greco del
sec. xi in lamine d'argento dorato coperte di smalti
policromi della Biblioteca Comunale di Siena, la
coperta di evangelario in lamine di argento dorate
e smaltate, adorna di pietre preziose e di perle, la-
voro bizantino dei sec. xi-xii (Bibl. Marciana, Ve-
nezia) e l'altro Evangelario dell'archivio Capitolare
di Modena appartenente al sec. xn, legato in tavole
di legno e recante sui pia t li, coperti di lamina d'ar-
gento, sul davanti la figura del Salvatore e sul re-
tro la scena della Crocifissione scolpita in avorio.
Questo tipo di rilegature si conserva, specialmente
per i libri liturgici, anche in tempi posteriori e non
ne .mancano esemplari alla Mostra: il Breviario
francescano del sec. xv adorno di borchie, fermagli
e cantonali d'argento proveniente dalla Biblioteca

Comunale di Siena, VAntiphonarium del sec. xv
racchiuso in ricca cornice di rame dorato e cesel-
lato appartenente alla Laurenziana e VOfjicium
B. V. Mariae del sec. xvi con i piatti adorni
di cornici di metallo dorato con le ligure della Ver-
gine e dell'Arcangelo Gabriele in smalto, ed altri,
tutti magnifici, ma piuttosto pesanti

Non da questi ingemmati esemplari e nemmeno
da forme particolari di quest'arte come quelle dei
1ihri di Gabella senesi, esposti in tipi di gran pre-
gio, sorge lo stile della rilegatura moderna. Per
trovarlo occorreva uscire dalla torre di avorio di
queste preziosità e ricorrere ad umili artefici che
conoscessero i bisogni della vita pratica, fossero
in contatto col commercio, ed esperti di materie più
manevoli come il cuoi" ed il legno. E il nuovo tipo
si accosterà a quelle semplici legature monastiche
con impressioni a freddo, di cui vediamo esposto
un esemplare del 14 io circa, eseguito nel Convento
di S. Giustina a Padova. Nella via maestra della
storia della legatura che dal xv secolo risale fino
a noi, entriamo con le legature toscane in cuoio
scuro impresse a freddo ed adorne di disegni sem-
plicissimi e graziosi, spesso rilevati da cerchietti
coloriti Sono queste le rilegature in cuoiame mo-
rella che già nel xv secolo si chiamavano ■ stam-
pate alla fiorentina a perchè usate in Firenze, o
meglio in Toscana più frequentemente che altrove.
I liscisi esemplari di fai genere hanno inviato le
Biblioteche di Firenze: l'Archivio Capitolare di
I aice a il l'I ni io del sec. xv (lig. t) che reca le armi di
Felino Sandeo giurista lucchese del '400, la Biblio-
teca Nazionale di Napoli un Donato Acciaioli (Vita
Hannibaììs et Scipionis) con assi ricoperte di maroc-
chino scuro impresso a freddo e l'Archivio di Stato
di Firenze, che di questo tipo di legature è partico-
larmente ricco, FInventario di beni di Cosimo il
secchio, protetto.la assi coperte di pelle scura im-
pressa a freddo e mosaicata e, fra le altre, una le-
gatura toscana di un ms. coi Privilegi del Convento
di Camaldoli, impressa a freddo e mosaicata con un
medaglione dorato al centro adorno di due colombe
che bevono in un calice.

Per tutto il secolo xv la legatura fiorentina con-
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