L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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DAL LIBRO D'ORO DELL'ARTE CONTEMPORANEA: NAOUM ARONSON 41

dersi a un bacio. E un'alta espressione pittorica è ottenuta col gioco di luci emergenti
da suggestiva profondità d'ombre.

Effetto pittorico più vivace e più libero, per la mutevolezza e la fugacità del
chiaroscuro, è raggiunto con la testa d'angelo in bronzo, (fig. 3). Ogni linea della gentile figura,
offuscata da una nube di malinconia, velata da ombre di pietà per il dolore umano, si
disegna ad arco, movendo attorno alla sinuosa forma quasi un fremito d'ali. Ombre e
luci fuggon col vento che increspa il tessuto di molli piume sulle gracili frammentarie
spalle, e investe le ciocche disposte con arte squisita: alato movimento di linee, volo di
luci e d'ombre che sembra staccare da terra la tenerissima forma e significarne l'ange-
lica natura.

Ed ecco l'Efebo della fontana di Godesberg (fig. 4), sdraiato sul culmine delle rocce
sovrapposte in fragile equilibrio, a raccoglier nel cavo della mano l'acqua della fresca vena
sorgiva. Genio della fonte, traduce nel sorriso che increspa tutte le linee del volto, nelle
disfatte e grondanti ciocche, la freschezza, la garrula argentina loquacità della corrente
fuggitiva; un'umida luce s'addensa sugli occhi ridenti. Poche sculture pareggiano la
festosa immagine nella poetica fluidità del modellato, nella pittorica instabilità di ogni
linea, mossa dal riso, come velo di acque dai brividi dell'aria.

L'artista che ha modellato con tenera cautela, con mani carezzevoli, le gote vellu-
tate dei bimbi, e l'involucro tenue, i flessibili muscoli dei nudi femminei, il creatore della
squisita elastica forma di Eva, modella i busti di Tolstoi (fig. 5), e di Beethoven con leonina
energia, con tempestosa passione. Scavata quasi in un tronco d'albero, di cui la massa
della barba, potente di rilievo fra solchi di crepe profonde, conserva la scorza ruvida e
l'arrotondata forma, la testa del romanziere, cava, scheletrica, sembra modellarsi sulla
forza del pensiero. Le guance s'infossano, quasi consunte dalla febbre della meditazione,
dall'ardente vita interiore significata per il dominio della fronte convessa, per lo sguardo
saettati) dall'occhio profondo, o meglio dalla tenebrosa ombra dell'orbita, che s'ingrotta
sotto lo sconvolto cespo delle sopracciglia, e che in sè racchiude il fuoco della potente,
assorta, macera fisionomia. L'acuto sguardo sembra scrutare profondità di abisso, le
tenebre del cuore umano; la potenza della dominatrice fronte, il cupo volto consunto
da un fuoco interiore, ci dànno dell'anima inquieta, del misticismo di Tolstoi, una
insuperata personificazione.

Lo Spettatore.

L'Arte xxv, 6.
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