L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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S. MARIA DEGLI ALEMANNI IN MESSINA

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hanno un maggiore sviluppo, e nella architettura
interna con la chiesa di S. Nicolò e Cataldo pi esso
Lecce.1

* * *

T.e porte. - Della porta principale rimangono
conservati nel Museo Nazionale appena sette
conci, in gran parte consunti, tutti in pietra
gesso (estratta, come pare, dalle antiche cave di
Gesso presso Messina) (es. figg. 13-15).

Uno raffigura mi drago tricipite, un altro un
leone in atto di azzannare la preda; il resto si crini-

Fig. 20 — Frammento della porta laterale.

pone di due bei capitelli vasiformi ad alte foglie
di acanto, e di altri bassorilievi irriconoscibili.
È cotesta la porta data dal Samperi come pagana
nel suo citato disegno.

Della parte laterale invece, in marmo bianco con
venature scure, abbiamo molto, in guisa da poter
formare quasi tutto il bellissimo arco ogivo. Manca
solo la parte sinistra dell'estradosso.

T pilastri elegantissimi con motivi spirali formi
sembrano quasi di fattura romana e lo scalpello
sapiente dà, il chiaro-scuro in modo meraviglioso.
Il motivo ricorda quello dell'arci) esterno del por-
tale della cattedrale di 'frani (figg. 16-19).

Nei capitelli dei pilastri di destra si notano tic
dici piccole figure in gran parte mutile con cupo-
lette sovrastanti. Fra esse si riconosce il Cripto
dal nimbo crucigero col volume sulle ginocchia in

1 Bertaux, L'Art dans l'Italie miridìonale, Paris, 1904,
pag. 331-386.

atto di benedire, e con due angeli ai lati che sor-
reggono i! nimbo medesimo; è ripetuta la figura del
Cristo, e sembra di ravvisare inoltre la Maddalena.

In quelli di sinistra sono altrettante figure e
fi a esse campeggia una barbuta con tie putti che
stringe nel suo mantello; in un'altra semina di
scorgere l'Annuttcimìonf.

Le figure intere a bassorilievo, che contornano
l'arco, sono: due arcangeli (uno certamente San
Michele) in atto di trafiggere il mostro: altre due
con attributi frammentati, e su in alto due angeli
con coppa in mano contenente frutta, e turibolanti
(figg. 17-20).

Le figure dell'estradosso sembrano quelle dei
profeti. Sulla chiave dell'arco è raffigurato il
Cristo benedicente fra due Serafini (fig. 21).

Fig. 21 — Chiave dell'arco della porta laterale.

La tecnica di queste sculture è proprio del
sec. xiii e rieorda quella del chiostro di Monreale,
ma con un carattere ancora più arcaico.

* * *

Conclusione. — Non opera dello scorcio del
sec. xii, come volle il Lombardo, è dunque
l'Alemanna di Messina, ma bensì del 30 decennio
del xiii, del tempo cioè del gran Federico. Come
esemplare è raro, anzi unico in Sicilia, e testimonia
l'incrociarsi di elementi siculi e nordici in quel fio-
rente periodo.

Occorre quindi pensare al restauro di così in-
signe monumento che versa in condizioni deplore-
voli di stabilità.

Il Comune di Mess'na, che si accinge con una
somma ingente al restauro di un'opera moderna
qual'è il teatro Vittorio Emanuele, non può e non
deve dimenticare quello di un tempio, che ricorda
uno dei secoli più splendidi della sua storia. In
ogni modo, spetterà allo Stato di intervenire ed
imporne la migliore conservazione. F da i~«o anni
che se ne deplora lo stato miserando di abban-
dono, e sarebbe ormai tempo di provvedere.

Enrico Mauceri.
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