L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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ADOLFO VENTURI

fetta rispondenza nella esile forma delle figurine, l'arte robusta di Benvenuto di Girolamo. Un ra-
nella ingenua luce dei volti, nella gotica levità del - lente intagliatore sembra aver scolpito nel legno le
l'architettura, tenue, fragile, delineata con gra- rocce della capanna, stratificate e perpendicolari
zioso impaccio nello sfuggir degli archi. Dalla ten- come le figure in adorazione del Bambino, quinte
denza generale al parallelismo delle linee e dalla anch'esse, nel teatro sacro. L'arsiccia testa di Giu-
pallidezza del colore, claustrale e puro, e dall'an- seppe, quadra, con lineamenti affilati e vigorosi, le
gelica esilità delle forme, l'elegantissimo quadro forti mani, che serbano del legno la rigidezza nelle
trae fascini d'arte arcaica, con rari riscontri anche articolazioni nodose, i cunei delle pieghe nel manto
nel delicato Quattrcento senese. aperto al suolo, e l'Eterno col barocco svolazzo del
Dopo a ver gustata la bellezza di questo scomparto, manto, e le rocce della capanna e del terreno, a
accenneremo appena agli altri due (fig. 8 e y), più schegge e frastagli, palesano, oltre l'esordio del pit-
fioriti e ricchi di figure e di colore, ma sempre tore quale intagliatore in legno, la visione dell'arte

Fig. io — Benvenuto di Giovanni : Natività,
presso Michel van Gelder.

eletti, superbo per accordo di rette e di ardite curve
gotiche, e per complessità armoniosa di tinte, i
mediano, dove il pittore, trattenuto nei due late-
rali entro la mite semplicità del chiostro, raggiunge
effetti fantastici, spiegando stoffe «li velluto nero e
oro, broccati aurei, tappeti persiani sulle pareti,
sul pavimento, sul trono, senza mai rinunciare alla
chiarità trasparente del colore, alla fresca vena dei
rosa e dei verdi tenui, che raggiungono una deli-
catezza e uno splendore incomparabili nel tappeto
donato dall'Oriente al trono pontificio.

Al sig. Michel van Gelder appartiene un grande
quadro, raffigurante la Natività (fig. n), esempio
notevole, anche per l'ottima conservazione, del

mantegnesca portata ai Senesi del '^oo dal miniatore
Girolamo da Cremona. E in legno son costruite,
con nitidezza d'intaglio, mura, castelli e chiese di
Betlemme, tra lo sfondo brullo delle montagne, e
il suolo roccioso, su cui i pastori, rivolti all'angelo
messaggero, danno al pittore modo di sfoggiare la
propria abilità per lo scorcio, tanto frequente nelle
sue opere. Quali finezze possano raggiungere il
tornio e la pialla di questo legnaiolo, rude ed aspro
nelle immagini di Giuseppe, dell'Eterno, del Bam-
bino, ci è rivelato delle figurine nei tondi della pre
della, e dalla Madonna, gentilissima nella rigidezza
dei lineamenti affilati, delle mani congiunte, delle
rei tilinee diacce pieghe che solcano la t unica, guaina
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