L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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ESPOSIZIONE DEI PRIMITIVI ITALIANI A BRUXELLES 169

aderente alle verginali forme. Persino l'ombra dia- cercato, latteo Neroccio. L'aristocratica eleganza del

tana, che taglia la fredda luce del collo, accentua la Maestro senese pienamente si rivela in quest'esile,

cristallina purezza del tipo. Simile a questa è la cerea Vergine con mani lunghe e affilate, con forme

Madonna orante nella Natività di Benvenuto a curve di cigno nel porger flessuoso del capo, sinuo-

Montepulciano, ricca di riscontri col quadro van sita di stoffe e di candidi veli, e, nei tenui bagliori,

Gelder, anche nella burbera figura dell'Eterno, ma nelle fluorescenze pallide, che sfiorano la cute

Fig. 11 —Neroccio di Bartolomeo Landi: Madonna e Santi,
presso Adolphe Stocklet.

certamente più antica, come rivelano le forme ap-
puntite alla maniera di Sano di Pietro, altro Se-
nese rappresentato nella Esposizione da una Ma-
donna su fondo oro, con santi e angeli coronati di
rose, pure appartenente alla raccolta Van Gelder.

Il sig. Stocklet espose anche una Madonna coi Santi
Giovanni Battista e Maddalena (fig. 11), del fine, ri-

sottile delle altre figure. I ripidi Matteo di Giovanni
riappaiono, trasformati dalla mano delicata di
questo coloritore di carni bianco cinerine appena
tocche di rosa, e di chiome color di lino, di questo
prezioso ed elegante calligrafo.

Adolfo Venturi.

L'Art». XXV, 22.
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