L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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CAVALLINIANA

(iO DICEMBRE IÓ22-IO DICEMBRE I922)

Cade quest'anno il terzo centenario della nascita di Bernardo Cavallino, il pittore
napolitano così di recente rinato, o meglio nato, alla gloria. E come la Mostra Pitti ne
ha reso l'opera di universale interesse e Napoli, commemorandolo, si appresta a for-
nirne una più completa Esposizione, credo di far cosa grata agli studiosi, pubblicando
alcune fra le pitture inedite che vi figureranno e che, in parte, offriranno nuovo argo-
mento di studio circa gli orientamenti e lo sviluppo dell'arte di questo soavissimo prero-
mantico.

li da premettere, ciò che del resto ogni intenditore conosce, che — eccetto che pel
De Dominici, amoroso biografo, 1 — è veramente d'ieri la più assoluta ignoranza del
suo nome. Infatti soltanto del 1909 è il saggio di Aldo De Rinaldis,* che ne presentava
alcune opere sparse per le raccolte napolitane, e mentre altre ne rintracciavano
l'Hermanin,3 il Voss 4 e Lionello Venturi,s appena nel 1915 s'ebbe da Roberto Longhi6 un
primo accenno critico alla loro posizione nella pittura della prima metà del xvn secolo,
accenno meglio svolto e affermato nei saggi posteriori.7 Accresciuto intanto l'interesse
di critici e raccoglitori, Aldo De Rinaldis nel 1917 e nel 1920 altre operi' inedite presen-
tava 8 ed Ettore Sestieri, sulla guida degli acuti apergus del Longhi, tentava nel 1920 9
di tracciare la prima monografia della complicata genesi di quest'arte. Il volumetto del
De Rinaldis, nella collezione del '600 e '700 italiani,10 ricco di nuove attribuzioni e riprodu-
zioni, e il recentissimo articolo del Sestieri in Dedalo 11 ci danno le più attuali ricerche sul-
l'argomento.

Siamo dunque da qualche anno spettatori d'un lungo dialogo fra questi due affinati
conoscitori del Cavallino, e ogni po', come consultore, vi fa capolino Roberto Longhi,
sovvenuto dalla fortunata ricerca e dalla lirica parola di Adolfo Venturi.13 Ma con la Mostra
Pitti la conoscenza e il gusto di quest'arte si son pòrti naturalmente a tutti: ciò mi
farà perdonare s'io neòteros entro in lizza e mi valgo della facile ricchezza di chi ultimo
batte la strada spianata.

* * *

1 documenti su cui s'è appoggiata la ricerca dei critici fin qui dimostrata si
limitano a quei pochi della vita del De Dominici, ai brevi appunti degli scrittori di

1 De Dominici B., Vite dei pitt. se. ed arch. na-
polit., 1742-63, Napoli, III voi., p;ig. 32-43.

2 De Rinaldis A., B. C, Napoli, 1909.

3 F. Hermanin, Monatshefte fiir Kunstwissen-
schaft, IV, 1911, (i due quadri di Schleisseim).

* H. Voss, Sonderabdruck aus dem Mùnchner
Jahrb. d. b. Kiinste, II, 1911 (i due quadri di
Brauschweig).

5 L. Venturi identificò l'Adultera del Museo di
Verona; v. Sestieri, L'Arte, 1920.

6 R. Longhi, Battistello (L'Arte, 1915, fasci-
coli I-III).

I R. Longhi, Gentileschi, padre e figlia [L'Arte,
1916, V-VI).

8 De Rinaldis A., Rassegna d'Arte, 1917, pa-
gina 180; Napoli Nobilissima, 1920, 11. 1; Napoli
Nobilissima, 1920, n. 4.

9 Sestieri E., L'Arte, 1920, pag. 245.

J° De Rinaldis A., B. C. Biblioteca d'arte illu-
strata: Sei e Settecento Italiano, Roma, 1921.

II Sestieri E., Dedalo, A. II, F. III, 1921.

12 A. Venturi. L'Arte, 1921, png. 209 (il qua-
dro della Galleria Nazionale di Stoccolma e i quat-
tro della raccolta Harrach di Vienna).
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