L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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ADOLFO VENTURI

La decorazione di Giovanni, che vediamo continuare a Siena nel paradossale Duomo
nuovo, nel Battistero e nella Cappella di Piazza, si estese anche fuori di quella città e,
in forma veramente singolare, a Lucca, nel bel San Martino, forse per Magistcr Nicolaus
de Senis capomagister laboreri Opere s. Crucis et S. Martini (1363). Prima di lui, erano
stati modelli agli operai i monumenti di Pisa, la quale, sino al 1370, tenne signoria su
Lucca; gli stessi artefici che adornarono Pisa, Nicola d'Apulia sovrattutti, s'incontrano

Fig. 3 — Decorazione interna del San Martino di Lucca.

a S. Martino; e pisani furono Cecco Lupi operaio (1334), Guglielmo Benentendi, Ghieri
Ciuccii maestri di pietra (1336). Il rinnovamento della chiesa s'inizia dopo il 1372, per
impulso del Consiglio della Repubblica lucchese; vien rifatto l'interno voltandolo sopra
pilastri ottagonali; e si adotta un'architettura che richiama da una parte il duomo di
Siena, dall'altra il Camposanto pisano. Al principio del secolo xv, l'interna costruzione
era compiuta, e si divisò il rivestimento dei fianchi e della crociera superiore all'altezza
delle navi minori, « ad onore dell'onnipotente Iddio, della santa Croce, del beato Mar-
tino Confessore e Pontefice, e a decoro della città di Lucca ». La magnifica decorazione
dovette eseguirsi specialmente nei due primi decenni del secolo xv, e sembra segnarne
la sosta la statua di Jacopo della Quercia, corona a un pilone del fianco del duomo a
tramontana, il solo pilone che abbia ricevuto così magnifico compimento. Con Jacopo
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