L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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MARIO SALMI

appena un influsso della Basilica di Assisi, si po-
trebbe sospettare nei contrafforti di S. Agostino,
che non va considerato davvero — come ve-

Fig. 23 — Todi, S. Fortunato: 11 refettorio.

demmo — l'archetipo delle chiese eugubine da noi
studiate. Il S. Giovanni al (piale può forse appar-
tenere un tale diritto, ha stretta parentela con
il gotico cistercense, così da conferire maggiore
valore alla supposizione nostra. Esecimanca oggi
una precisa notizia che la confermi, varie e indi-
rette ragioni non la fanno sembrare inverosimile.
I Benedettini del monastero di S. Pietro domi-
navano nella vita eccletiastica della città: l'Abati
Offredo tenne per dodici anni, dal 1170 al IT82,
:a cattedra vescovile; e più tardi, nel 120.;, Inno-
centi III disponeva che l'Abate votasse per secon-
do, salato dopo il Priore del Duomo, nella elezione
del Vescovo e che accompagnasse alla consacrazió-
ne il nuovoeletto, il quale non poteva pronunciare
i terdetto senza il consiglio di lui.' Questa su-
premazia morale aumentata dalla, giurisdizione
che l'Abate di S. Pietro esercitava su (piasi tutti i
monasteri benedettini limitrofi, poteva benissimo
concedergli una ingerenza nei lavori .lei Duomo
cominciato, è vero, nel 1 i<S8 ma sorto cosi lenta-
mente da permettere anche un mutamento nel
suo organismo che doveva esseve in origine roma-

1 Cenci, Ricordi citi.

nico,1 non potendosi ammettere che un anno
appena dopo l'inizio della Badia di Fossanova, il

Figi 24 — Perugia, Palazzo Comunale.
Sala dei Notari (Fot. Alinari).

Fig. 25 — Spoleto, Antico Brefotrofio.
Una corsia (Fot, del Ministero della P. I.;.

nuovo stile fosse recisamente accolto in una fab-
brica non monastica.

1 Maestro Giovanni da Gubbio'cominciavanel 11 }o la Cat-
tedrale di Assist, con arte un po' rozza come quella che appare
nell'occhio di Maria del S. Vescovado nella stessa città, da-
tato [ 163 e firmato da un Giovanni che può essere Io stesso ar-
tefice. A lui i vecchi illustratori locali attribuivano il Duomo
di Gubbio; ma se ciò è erroneo, dobbiamo supporre inspi-
rata ali.) stile de! Maestro la generazione che gli successe in
patria, dove, ad es., la porta di S. Pietro ha una caratteristica
comune col poi-tale maggiore di S. Rufino: il grosso bastone
che move dagli stipiti e ne cinge l'arco con continuità. In-
fatti, quantunque non manchi chi impugnala paternità
della fronte del Duomo di Assisi, per la sua maggiore ric-
chezza in confronto della tribuna, io la credo sempre inspi-
rata nella sua parte inferiore, alla maniera dell'architetto
emulano. ( Ir. per la Cattedrale assisana: U. (Inoli, L'an-
tica Basilica Ugoniana e il Duomo di Giovanni ilo Gubbio
in » Augusta Perusia » a. I (1907), n. 11-12 e A. Iìrizi, La
facciata del Duomo ili Assisi non è opera di Giovanni da (ii/l>-
bio in ti Atti dell'Accademia Properziana », III, n. 8, di
cambre 1910.
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