L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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GIÀMBELLINO: NUOVE RICERCHE

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Ma un'opera eli Giovanni Bellini rimane ancora da rivelare, distruggendo l'antica
tradizione che l'attribuisce al romano statuario Andrea Mantegna. Nella visita compiuta
durante il settembre dell'anno scorso al Prado, mi soffermai davanti al piccolo Transito
delia Vergine (fig. 2), smarrito, quasi, fra grandi tele italiane, e posando di nuovo lo sguardo
sul divino lembo di laguna e di cielo, che scolora nella smorta luce del crepuscolo e riper-

Fig. 2. — Transito della Vergine. Madrid, Museo del Prado.

cuote, eco malinconica, la pacata tristezza degli Apostoli intorno al letto funebre, sentii pre-
sente in quel quadro, non la severa grandiosità del Mantegna, ma l'umana dolcezza di
Giambellino. Solo Giambellino avrebbe potuto sognare l'ineffabile armonia delle acque bige
e degli alberi verde cinereo, la trasparenza argentina delle case allineate in lunghi filari,
con regolarità pierfrancescana, sotto il cielo smorto; non altri che lui avrebbe saputo in-
fondere, nel Quattrocento veneto, alle nuvolette vaganti gli aliti e i fremiti di primavera,
che poco più tardi animeranno di letizia le nuvole sul capo del Redentore nella bianca
Trasfigurazione di Napoli. La serenità, la pace idilliaca dei paesi belliniani spira in quello
specchio terso di acque, che riflette così sottili e nitide le ombre delle barche, in quel
cielo invaso da strisce di nuvole, che ascendono con leggerezza di bianche ali: ma basta
che i colori svaniscano nel grigio di un crepuscolo lacunare perchè quel brano di limpido
paese si tinga di mestizia. Rivedete, nella vostra memoria, i paesi mantegneschi: le strade
che serpono, tagliate nella roccia viva, dietro il fulgido cavaliere San Giorgio, sotto un
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