L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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UN RITRATTO IGNORATO DI PIETRO PERUGINO A NAPOLI

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landaio. Perchè infatti, se il Ghirlandaio fu grande come ritrattista, e celebrato, anche il
Perugino fu dotato singolarmente e singolarmente pregiato nel ritratto; anche il Peru-
gino in quel torno di tempo lavorava in Firenze,1 anch'egli aveva forse lavorato coi
fratelli miniatori, avendo lasciate opere importanti nel celebre convento dei Gesuiti, dove
Gherardo e Monte dipinsero.

Ma veniamo all'esame dell'opera, intimamente legata al gruppo armonico formato

Fig. 2. — Pietro Perugino: Ritratto nella Consegna delle chiavi.
Roma, Cappella Sistina. (Fot. Anderson).

dai dipinti che il Perugino compì dal 1481 al 1490 circa. Quella sua calda tonalità di
tinte con finezza contrapposte è la soluzione consueta del problema coloristico nell'arte
del maestro umbro, che sul campo chiaro azzurrino distacca le forme, plasmandole con
toni di tinte accese armonizzanti sotto una diffusa intonazione di luce solare.

Ecco la lieve pressione atmosferica sulla sostanza cromatica. Si modellano dolce-
mente i contorni della testa giovanile, si profilano i delicati lineamenti, e l'ampiezza

1 Vasari, op., cit. voi. III.
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