L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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DEFENDENTE FERRARI DA CHIVASSO 235

Meglio, senza discussione, un'arte puramente de- è improntata ad un'evidente ricerca formale, ma

corativa, che un tentativo vacuamente formale. di fronte all'altra segna un regresso. Il disegno è

E tempo di sciogliersi dall'ammirazione incondi- meno minuto e si volge a determinare plastica-

zionata per tutto ciò che in arte rappresenta una mente le forme, raggiungendo una certa evidenza

tendenza verso lo spazio, il movimento e la pia- nei due putti musicanti, seduti sul gradino del

Fig. 18. — San Benigno: Chiesa già dell'Abbazia.
Defendente Ferrari : La Madonna in trono e Santi.
(Fot. Ist. ital. d'Arti grafiche, Bergamo).

stica, e badare piuttosto a come l'artista ha sa-
puto armonizzare nella sua composizione gli ele-
menti figurativi, qualunque carattere essi abbiano.

Ciò è fondamentale per chi voglia rettamente
giudicare l'opera di Defendente Ferrari. La ta-
vola di S. Benigno Canavese (fig. 18), eseguita
intorno al 1528, quasi contemporaneamente alla
Madonna di Carmagnola, che nella produzione
defendentesca è storicamente importante perchè
segue l'inizio di un seguito di tentativi in tal senso,

trono, spunto di scuola foppesca che spesso ricorre
nelle ultime opere di Defendente, ma rimanendo
in genere debole e impersonale. Le pieghe sono
fonde e chiaroscurate, e chiaroscurati sono i co-
lori, tuttavia vivacissimi. Lo sfondo è dato da una
prospettiva interna di tempio, che è pura abilità
manuale vuota, di spirito: viceversa l'oro abbonda
in tutto il quadro a vaste zone di nessuna bellezza
e impedisce lo sfondare di piani. C'è un tentativo
di determinazione individuale nelle diverse im-
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