L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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ALBERTO SERAFINI

siati, e il 1305, anno in cui si eseguivano 1 i lavori della cappella padovana. Che non debba
pensarsi ad una data posteriore cioè al 1320, in cui forse fu dipinto il polittico commesso
dal cardinale Stefaneschi al pittore, e che ora si conserva — purtroppo incompleto —
frammentato nell'aula capitolare di San Pietro, ci pare sicuro dall'esame dello stile di un
nuovo frammento musivo, ritornato alla luce pochi giorni fa, nelle Grotte Vaticane, e più
precisamente in una parete della cappella di S. Maria delle Partorienti, dove sul principio
del sec. xvn — con probabilità dopo i! 1607 — fu posto a chiudere un ossario di Casa Or-

sini, la nobilissima famiglia romana, che tanti prelati aveva dato al Capitolo dell" Basilica
e tanti benefizi vi aveva arrecato; ed il c ui nome era strettamente unito alla storia della
cappella famigliare di S. Maria delle Partorienti, finita appunto, nelle sue reliquie, come ci
dice sinteticamente il Grimaldi, « sub fornice novi pavimenti >.J TI posto attuale!

Ci sarebbe da chiedersi come mai non sia venuto in proposito il dubbio ad alcuno,
leggendo l'iscrizione latina, che nel 1728, a cura dell'ultimo papa di Casa Orsini, Bene-
detto XIII, era stata posta sotto il nuovo angiolo settecentesco, che copri va quello di Giotto;

1 l.a (lata precisa dell'inizio delle pitture giot-
tesche dell'Arena in Padova ci è ignota, ma se nel
1305 esse potevano essere finite (cfr. i.. venturi,
La data, ecc., in L'Arte, 1918, p. 235) se non del
tutto, almeno nella loro maggior parte, tuttavia è
quasi impossibile portarne la data dell'inizio al di
là del 1303.

2 Cfr. Grimaldi, Instrumenta [Architi. Capi-
to/are ili S. Pietro, Cod. G. 13. cari. 20): « Disse-

cratio altaris S. Mariae praegnantium... collo-
cavit. Altare hoc situm est in majori navi cohaerens
parieti dividenti novam a veteri basilica e regione
portae mine S. Bonifacii, ohm Kavenniana nun-
cupatae. Imago Deiparae in altera Ecclesiae de-
molitione Euit in lume locum translata ah antiquo
Sacello nobilissimae familiae Ursinorum mine inde
amota servatur sub fornice novi pavimenti ».
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