L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIOVANNI DA S. GIOVANNI

Il tramonto dell'astro mediceo sul triste oriz- nobile che salva i nomi di quest'ultimi discendenti

zonte fiorentino del '600 s'accese di ultimi ba- dalla dimenticanza, ma tentativo assecondato da

gliori rievocanti pallidamente le glorie ed il fer- stremate, esauste forze, incapace perciò di risolle-

vore d'una passata vita di fortune. Non inglorio- vare nei mutati tempi la decadenza di Firenze,

samente si spegneva la tradizione di una casa che Fu forse fatale che dopo la fine delle libertà

Fig. 1 — Giovanni da San Giovanni:
Autoritratto nella Galleria degli Uffizi a Firenze. (Fot. Alinari).

ricordava giorni lieti di prosperità, di ricchezza e Firenze perdesse via via di splendore nel mondo

giorni foschi e terribili: congiure, tradimenti e il delle lettere e delle arti. Firenze, guardata per due

fasto di una corte che poteva vantare cenacoli secoli come maestra delle arti, finì per isolarsi

d'arte nobilissimi, il nome di Lorenzo e la tragedia nel '600 estraniandosi dal duplice movimento che

duplice di Piero ed Isabella figli di Cosimo e le in Italia si sviluppava.

nozze infauste di Francesco I. Il mecenatismo di Cosimo II raccolse alla sua

Non ingloriosamente si spegneva coi nomi di Corte Frescobaldi, Callot, Gaspare Mola, Filippo

Cosimo II e Ferdinando II che tentarono di ri- Napoletano e Giovanni da S. Giovanni; ma cosa

prendere l'eredità spirituale dei loro antenati, e e quanto di nuovo e di importante essi seppero

di ridare alla Corte l'antico prestigio. Tentativo dire?
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