L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIOVANNI DA S. GIOVANNI

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quasi senza confine le celesti gerarchie, fissando
per l'eternità in una trasognata visione la gloria
dei beati assorti nella loro contemplazione.

Agile, versatile, affrontava temi e problemi di
ogni sorta tutto risolvendo con un sorriso arguto e
bonario, con uno scetticismo sereno, direi quasi

nistico delle pennellate che s'inseguono sulla su-
perficie umida della calce arricciata, e nei soggetti
varii indifferentemente, ma sempre vivaci e... a
lieto fine.

Paganesimo, scetticismo lucianesco, edonismo
ho detto nel senso che il pittore pago sopratutto di

Fig. 10 — Giovanni da San Giovanni:
Pannello ai Quattro Santi Coronati in Roma.

lucianesco, che lo porta a celiare sul sesso degli potere, secondo il più sfrenato capriccio della fan-
Angeli, che non gli vieta di compiere una allegra tasia, scorrere, vagare, tiranneggiare sugli spazi
vendetta raffigurando nelle forme del genio del vuoti delle pareti, delle cupole, soddisfatto e
male un suo avversario. beato nella sobria formazione del suo dolce e ar-
Spirito sereno dunque, pervaso da quieto e ras- monioso tessuto pittorico, non vede e non intende
segnato paganesimo, edonista scettico, schivo da diversità di contenuti nè differenze di temi ma
un vero e proprio travaglio di pensiero come dal- tutto fonde e tutto crea e contempla entro i mar-
l'impeto sentimentale lacerante di un preroman- gini della sua umanità. Il suo Olimpo e il suo pa-
tico. E però una pittura gaia e vivace nella forma e radiso si equivalgono; i suoi angioli sono amorini
nel contenuto, nel fare veloce e quasi impressio- scherzosi e bizzosi che svolgono la loro vita negli
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