L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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riale di schizzi e disegni del maestro, il Glaser ha saputo
lodevolmente scegliere i saggi migliori: vediamo ancora
sorridere, infatti, la dama sconosciuta del ben disegno di
Win Isor (tav. 67) in un'ottima riproduzione, come troviamo
accurati disegni preparatori per ritratti di illustri perso-
naggi (William Parr, tav. 64) nei quali è quasi abbandonata
la minuziosa definizione d'ogni particolare del volto del
personaggio in posa, per cedere il posto all'attento studio
dei piccoli oggetti notati nel ricco vestito del nobile modello:
fermagli, ganci, fibbie di filigrana, trovano in Holbein uno
studioso di miniaturistiea raffinatezza: accanto al volto
serio di questo marchese di Xorthampton, noi possiamo
osservare, infatti: un medaglione, due fibbie e una spilla,
disegnati a penna sul foglio color pesca, e solo seguendo questi
scientifici studi d'abbigliamento ci si rende conto dell'ec-
cessivo particolarismo dei ritratti dell'Holbein!

Dalla buona raccolta del Glaser, impariamo infine, a
conoscere gran parte dei disegni decorativi del fantastico e
barocco ideatore di trionfi in alcuni dei quali, torna ancora
la sua particolare disposizione all'illustrazione rapida, d'un
sol tratto di penna, quella disposizione che già s'avvertiva
nei fanciulleschi ghiribizzi in margine all'» Encomium Mo-
riae ».

V. Mariani.

Pfistf.r K., Hugo van der Goes, Basel, Scliwahe,
1923.

Il pittore che, con il trittico Portinari, dipinto per Santa
Maria Nuova a Firenze, creò una delle più importanti opere
del suo tempo, torna ora ad esser studiato in un volume
ricco di ottime riproduzioni, che, oltre alle pitture più cono-
sciute ne contiene altre, raramente riprodotte, nelle quali
la pittura di Hugo van der Goes appare ancora alquanto
incerta tra espressioni contrastanti.

Il testo che precede e accompagna le belle tavole, è bre-
vissimo e ripartito in tre succinti capitoli: seguono a questi
i brani tolti dalle u Vite » dell'artista, importanti per la suc-
cessione cronologica delle opere non datate.

Il Printer non s'è proposto certo, in questo volume, di stu-
diare a fondo l'opera di Hugo van der Goes, ma piuttosto
di tracciare con sicurezza i limiti della sua arte, preferendo
di accennare, più di discutere, le questioni critiche che si
riferiscono al pittore, e più specialmente al suo contatto
con maestri fiorentini del Quattrocento, in occasione della
esecuzione del trittico per S. Maria Nuova.

Questa pittura resta, in verità, la più completa opera del
maestro, il quale seppe ottenere nella composizione semplice
e grandiosa, nel colorito splendente, e in ogni parte del bel-
lissimo quadro, la sua espressione pittorica più alta. Dal-
l'arte dei Van Eck, questo acuto pittore derivò la mirabile
trasparenza atmosferica e il colorito smaltato, intenso,
mentre lo studio dell'arte fiorentina del suo tempo, modificò
la crudezza dell'espressione in alcuni volti contadineschi,
e l'eccessivo realismo dei suoi tipi femminili.

Alle opere di pittura, il Pfister aggiunge un prezioso di-
segno (Tav. 36) della biblioteca d'Oxford, raffigurante Gia-

cobbe e Rachele, importantissimo soprattutto per il libero
e moderno paesaggio disegnato a sfondo delle delicate figure;
basta la semplice distesa di colline alternate di esili alberi
invernali per rivelare, in questo disegno, la sicurezza e l'amo-
re d'un precursore di Bruegel.

V. Mariani.

Vili. - "Seicento" e "Settecento".

G. Niccodemi, Pi/tori Lombardi, ventisei ripro-
duzioni con testo e catalogo, Roma. Biblioteca
d'arte illustrata, 1922.

Questo volumetto presenta in una serie di riproduzioni le
principali opere di Camillo e Giulio Cesare Procaccini, del
Cerano, del Morazzone e di Daniele Crespi. Virtuosi della
pittura e della decorazione, questi maestri, che presentano
assommate le esperienze artistiche dei predecessori, e sanno
rinunziare facilmente alla loro personalità per riunirsi
(G. C. Procaccini, il Cerano e il Morazzone) nel Martirio delle
Sanie Rufino e Seconda di Brera. Il Niccodemi trova che la
pittura milanese del Seicento, dimenticato del tutto Leo-
nardo, si ricollega nella profondità della ricerca e dell'espres-
sione con il Poppa, il Bufinone, lo Zenale e il Bergognone,
aprendo l'adito alle nuove forme artistiche d'Italia, ma noi
francamente non sappiamo proprio vedere qual legame ci sia
tra due monumenti storici cosi profondamente diversi tra
loro; l'A. conforta con alcuna prova la sua asserzione.

v. g.

X. - Iconografia, iconobiologia, biografia, fonti,
documenti, spigolature, cataloghi, guide, manuali.

Karl Wi th. Bildwerk Ost- und Sùdasiens aus der

Sammlung Yi Yuan. Basel, 1924.

Con le opere sulle sculture dell'Asia orientale e meridio-
nale, comprese nella raccolta di Yi Yuan, il dottor Karl
With dà un importante contributo alla storia dello sviluppo
dell'arte asiatica, finora relativamente poco conosciuta.

112 nitide illustrazioni riproducono le opere della rac
colta che sono più notevoli o per arte o per storia e di que-
ste il testo dà una esatta descrizione.

Di speciale interesse e utilità riesce la distinzione che
l'autore fa tra le opere studiate, raggruppandole con cri-
terio storico-artistico, e notando le essenziali differenze
tra l'arte cinese e l'indiana. L'opera del dottor With riu-
scirà ben accetta a tutti coloro che si occupano dell'arte
dell'estremo Oriente, ed anche a quanti, profani ancora,
desiderino avere di essa una qualche cognizione.

A. G.

Luca Beltrami, La Certosa di Pavia, Milano,
Hoepli, 1924, terza edizione, 86 illustrazioni,
10 tavole.

1.'A. sa che per un monumento come la Certosa pavese, che
«non è fortunatamente il museo d'arte, nel quale le crea-
zioni del genio metodicamente allineate e inventariate hanno
perduto il calore di quel soffio di vita che l'artista trasfuse
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