L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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LEON ARDI AN A

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gambe tutte rotondità e fossette, la mano sinistra grassa e non formata nella tenerezza
del suo tessuto ondeggiante. Ma più che da questi confronti, il nome di Leonardo è sug-
gerito appunto dalla meravigliosa interpretazione delle forme incerte e morbide, dei fluidi
contorni infantili, dalla corrente aerea che piega all'unisono i riccioli, come le erbe del
prato investite dal vento nel viridario dell'Annunciazione agli Uffizi. Tanta padronanza
dello sfumato, tanta conoscenza della vita infantile si rispecchia nell'arte vinciana verso
la chiusa del primo periodo fiorentino; e a questo tempo appunto noi dateremo la rara
scultura. Lo spirito di Leonardo s'imprime nel movimento del corpo sospeso da terra,
preda dell'aria, dalla gamba inarcata alla testa indietreggiante, ai meravigliosi riccioli
mossi dai fremiti del volo, fiamme di face piegate dal vento. Conosco un'altra capiglia-
tura come questa all'unisono col movimento aereo della forma: la capigliatura dell'an-

gelo che sorregge l'apostolo Jacopo nella Chiesa di S. Giovanni a Parma, opera dell'erede
maggiore che abbia avuto l'arte di Leonardo: Antonio Allegri, detto il Correggio.

Una terracotta, appartenente alla raccolta del prof. Giuseppe Grassi, ci presenta
il putto della fonte di Palazzo Vecchio a Firenze, già nella villa di Careggi (tav. 2): la
farfalla che gioiosa prende il volo. Ma lievi differenze non mancano fra la terracotta e il
bronzo: il putto di bronzo è più inclinato, il putto di terracotta si muove ad arco lento;
la veste, che nel bronzo qua e là ricade sul dorso in pieghe appassite, qui, gonfia d'aria,
si dibatte al vento e segue l'impeto del volo; l'indice non piega ad angolo e non si schiaccia
premendo il corpo del delfino, ma s'inarca secondo la morbidezza propria a tutti i
movimenti di Leonardo. Dettaglio per dettaglio, la terracotta ci dimostra una sensibilità,
una raffinatezza di forme superiori a quelle del bronzo: i capelli hanno il movimento
flammeo che il segno infonde alle teste giovanili studiate per l'Adorazione de' Magi, e si
gonfiano in masse di seta, separate nel bronzo da duri solchi, come grosse erbe; le pinne
del pesce, nel bronzo a cannelli rigidi, come pieghe di stoffa, son qui delicate e vive
nei solchi tenui, nel lieve aderire al braccio del fanciullo; la coda, invece di flettersi come
grosso manico, si torce con elasticità poderosa; lo scultore fa vibrare, nell'involucro

Fig. 10. — l'articolare del paliotto citato.

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