L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

Page: 152
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1925/0180
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
152

ADOLFO VENTURI

lo ricreò diversamente nel bronzo? È verosimile, dato lo sviluppo dello sfumato nel bel-
lissimo nudo di Leonardo, che il rilievo, più tardo, sia una traduzione pittorica della
figura creata dal Maestro, per opera del grande discepolo, che già, ridisegnando sopra
un foglio degli Uffizi il profilo dell'angelo dipinto dal Verrocchio nel Battesimo, l'aveva
trasformato con la leggerezza aerea dei tratti. Non possiamo, data la sua fattura del periodo
fiorentino dell'artista, pensare allo stucco come al modelletto della statua del David, che
Pier Soderini, uno dei primi cittadini e poi gonfaloniere a vita di Firenze, aveva pensato
di allogare a Leonardo. Racconta il Vasari che il Gonfaloniere aveva avuto ragiona-
mento molte volte di far condurre quell'opera (il David poi affidato a Michelangelo) a
Leonardo da Vinci, testé ritornato da Venezia, e che si trovava in patria senza al-
cuna importante occupazione e stabile impiego.

Così modellò nella sua giovinezza Leonardo da Vinci. Impaziente alle tecniche rifi-
niture, lo abbiamo veduto in questo modelletto, come nell'altro Dreyfuss, con la freschezza
de' suoi begli anni, con la vita che sapeva infondere allo stucco e alla creta, presti alla
rapidità della sua stecca, ai lampeggiamenti del suo pensiero.

Adolfo Venturi
loading ...