L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIUSTA XICCO

È questo un esempio tra i più belli del genio
bizantino che sa trovare l'individuazione di una
figura, esprimerne la grandezza mediante il piano,
per la partecipazione del fondo alla visione; come
già il fondo afferma La sua esistenza per il colore
splendente.

L'interpretazione positiva delle pause del fondo
era data dall'Oriente; ma la potenza realizzatrice
dell'unità, l'intensità spirituale, che si trova nella
composizione centralistica, era eredità della Grecia. 1

Spirito orientale (piasi genuino è nei musaici di
S. Apollinare di Ravenna, forse, se ci fosse ancora
l'abside originaria, cambierebbe un po' l'effetto.

A chi guardi, stando (pianto può lontano per
abbracciarla tutta, la grande parete appare dalla
base delle colonne al tetto come un gran drappo
prezioso disteso, dove si stendano fregi allineati
e si alternino gemme. L'arcata, cioè, non si vede
come base architettonica, ma e fusa anch'essa
nella fantasia decoratrice, e negli intercolunni ven-
gono a collocarsi, sul piano stesso della navata mag-
giore, i tìnestroni a scacchi collocati sulla navata
minore, attratti dall'impeto della loro luce d'ala-
bastro giallo bruno, che unisce la sua nota alle
altre note di colore sulla parete.

l'n altro accento assai forte è la linea superiore

pjgr_ 9. — // buon l'astore - Mausoleo di Galla Placidia - Ravenna. (Fot. Alinari).

I.a forma basilicale offre un più largo campo, più
calmo alla decorazione. Astraendo dal soffitto,
di sfoggio provinciale, dall'abside, dagli altari a
sinistra, tutte modificazioni posteriori, ci restano
le due grandi pareti centrali dove cercare idee di
bellezza.

Per veder compiuta una parete, bisogna guar-
dare a quella di destra, da cui sono stati rimossi gli
ingombri posteriori. Si tenga presente che la
chiesa è alta, e molto larga, perciò assai ampia la
scena offerta da un fianco di navata.

1 L'arte greca eia centralizzante se pur non fece composi-
zioni centrali, in quanto era sistematica. La centralità era
interna, non rappresentata; era lo spirito della visione co-
struttiva e l'invenzione di ogni figura ne era inspirata. Qui è
palese, perchè si è sostituita alla costruzione la composizione,
semplificando quel principio per adattarlo al piano.

di altrettante finestre, più piccole e più ciliare che
mandano luce color oro. Tra le due file dee. ira te
di luce, si schierano su fondo d'oro dei santi, la
cui personalità scompare nel numero e nell'eguale
atteggiamento. In principio, un palazzo con tende,
costruito d'oro; in fondo, un gruppo di persone
celesti.

Termina in alto la parte una nuova serie, più
bassa di tutte, con quadretti e baldacchini; e tra
le finestre superiori, su ogni intervallo, sta una
figura d'apostolo, come inferiormente stanno le
colonne. La fattura di questa parte è più antica,
anteriore al dominio bizantino. 1

1 La chiesa fu edificata da Teodorico (493-526), come si
leggeva nel mausoleo dell'abside; egli stesso la fece ornare.
Rimangono sui muri della navata maggiore i 26 quadri in
alto, le figure di profeti e di apostoli tra le finestre, e gli estre-
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