L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

Page: 176
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1904/0224
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
C O R RIERI

Notizie di Berlino.

Il gabinetto dei disegni del Museo di Berlino. —

Non posso dar notizia dei musei di Berlino senza ram-
mentare la grave perdita da essi sofferta nella morte
del dott. F. Lippmann rapito soltanto sessantenne
agli studi. Dal 1876 egli era direttore del Gabinetto
cui aveva saputo dare un grande incremento ren-
dendo veramente importanti le collezioni dei disegni,
delle stampe, delle incisioni, degli incunabuli e delle
fotografie in esso raccolte. I più rilevanti acquisti che
egli promosse furono nella vendita Pononyi-Hulot,
a Parigi, ed in quella dei tesori del duca di Hamilton
ove vennero comperati i disegni del Botticelli per la
Divina commedia, la cosa più preziosa del Gabinetto.
L’asta Felix a Lipsia diede le incisioni di Schóngauer,
le vendite Baulengh, d’Angiolini, Holford, Straeter re-
carono alla collezione altri tesori. L’ultimo acquisto
fu quello dei disegni del signor von Beckerath, una
raccolta di più che 2000 fogli di maestri italiani, te-
deschi, francesi, spaglinoli e dei Paesi Bassi, che portò
a degna importanza, anche in confronto delle colle-
zioni del Louvre, di Londra e di Vienna, la collezione
dei disegni del Gabinetto di Berlino.

Il Lippmann, come capo artistico della Società cal-
cografica, ebbe modo di pubblicare in parecchi volumi
i disegni a lui affidati: l’ultima pubblicazione, quella
dei disegni di Berlino, giunta soltanto al terzo fasci-
colo, non subirà interruzioni.

II « Kaiser Friedrich Museum ». — La galleria di
pittura e la collezione delle sculture cristiane saranno
trasferite nel «Kaiser Friedrich Museum» (dietro la
Galleria Nazionale) nell’ottobre 1904. Colà sarà fatta
una prova importantissima per la scienza tecnica dei
musei, cioè di dare agli ambienti il carattere di sale
arredate, collocandovi mobili antichi, bronzi e maio-
liche, assicurando cosi un effetto più intimo alle pit-
ture ed alle sculture. Il nome del direttore, W. Bode,
ci assicura che il nuovo museo non avrà la menoma
apparenza di bazar !

Una considerevole quantità di mobili antichi fioren-
tini di ogni specie erano già divisi nelle diverse sale
dell’arte plastica.

Nuovi acquisti. — La galleria di Berlino si è ar-
ricchita or è poco di una grande predella di Ugo von
der Goes, rappresentante l’Adorazione de’ pastori, la
quale mostra relazione con il quadro di Santa Maria
Nuova. La tavola viene di Spagna e probabilmente
fu un tempo collocata sotto un gran altare di pietra
con figure plastiche : secondo me essa fu eseguita in
tempo più recente del grande trittico Portinari, fra il
1476 e il 1482.

Dalla collezione dell’imperatrice Federico, già adu-
nata nel castello Friedrichskron, diverse opere impor-
tanti passarono o per vendita o per regalo nel museo,
fra altre il busto del vecchio genovese Acelino Sai vago,
eseguito nel 1500 dal Tamagnino, ed un busto bronzeo
d’un fanciullo nella maniera di Antonio Rossellino.

Dalla collezione del sig. von Beckerath i musei hanno
acquistato le due belle Sibille di Giovanni Pisano, il-
lustrate già dal Vòge e recentemente da L. Justi; al-
cuni rilievi ; una grande statua di bronzo di San Pietro,
opera veneziana della fine del Quattrocento ; statuette
di bronzo o di legno; una impronta antica, di stucco,
del rilievo di Desiderio che trovasi a Firenze in Via
de’Martelli, dirimpetto al Palazzo Riccardi; diverse
opere decorative. Con tutto ciò le stanze del sig. von
Beckerath non sono rimaste sguarnite chè anzi egli
ha fatto parecchi fortunati acquisti, quali un grazioso
bassorilievo dell’ Annunciazione ed una testa maschile,
ambedue di carattere donatelliano.

Il museo ha pure acquistato un bassorilievo d’una
Madonna di Giovanni da Pisa, opera somigliantissima
all’altare degli Eremitani, in Padova; una Ninfa dor-
miente del Riccio; un martello di porta del 1520 c. ;
la ben nota placchetta del Filarete, rappresentante la
Madonna e nella predellina Adamo ed Èva, della quale
il Louvre possiede un altro esemplare assai cesellato.
Infine il museo è anche entrato in possesso di una
grande statua marmorea della Madonna, proveniente
loading ...