L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 8.1905

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MISCELLANEA

San Basilio, ora trasportato nella cattedrale di Troia,
si elevava quello splendido ambone, che il Bertaux ben
conosce, e pone a confronto di quello di Canosa d’un
secolo prima circa. Val la pena di riprodurre una sola
delle mirabili osservazioni estetiche del Bertaux sull’arte
dell’ambone troiano. « Les rinceaux, les fleurons et les
grappes des bordures se détachent avec vigueur; les
feuilles grasses et piquantes des chapiteaux sont cornine
une amplification superbe de l’hacanthe épineuse des
chapiteaux byzantins ; l’aigle, qui tient dans ses serres
un petit bélier, a le relief et l’allure d’une aigle romaine;
sur l’un des parapets, un groupe d’animaux est sculpté
avec un relief musculeux : c’est un lion, à crinière
épaisse et à long museau, qui dévore un mouton, pen-
dant qu’un doglie l’attaque par derrière ».r Par di
essere davanti al ricco bestiario, scolpito attorno al-
l’occhio centrale della facciata superiore: o ai baldi
leoni affacciantisi sulle svelte colonne, che incorniciano
la parte esterna dell’abside, opere, che il Bertaux ha
nettamente distaccate da questi tempi, e chiuse in un
secondo periodo di costruzione, appartenente all’età
di Federico II. Ma subito dopo lo stesso Bertaux ci
ricorda, come le origini di questa scultura energica ed
animata rimonta in Puglia alla fine del secolo xi, come
si vede dalle sedie episcopali, a cominciare da quella
della cattedrale di Canosa. Il che dimostra come le
osservazioni estetiche basate esclusivamente sui raf-
fronti tecnici, non rassicurano completamente, quando
mancano della forza di prova, che dà un documento
scritto.

Il documento troiano inedito, che qui si riproduce,
ricorda un Landolfo de Guttoalda « clerico et ma-
gistro fabrice Troyani Episcopii », nonché un « magis-
trum Parisio eiusdem fabrice », che era un laico. È
anche Landolfo de Guttoalda, o maestro Parisio lo
scultore, un vero creatore, come lo denomina entu-
siasticamente il Bertaux, colui il quale un anno dopo,
il 1169, « a exécute les reliefs de l’ambon de Troia
avec une énergie incisive » ? Questi due, insieme ad
Alberto sacerdote e David chierico, che nel 1163 co-
struirono Santa Maria Maddalena di Troia, formano
un gruppo di artisti, nucleo della scuola o corpora-
zione artistica troiana.

Che intorno al 1160, si lavorasse attivamente alla
fabbrica della cattedrale troiana, è dimostrato da una
pergamena proprio di quest’anno, in cui il vescovo
Guglielmo III, che fu uno dei più importanti della.sede
di Troia, fa una certa donazione, nelle mani di « domini

1 Bertaux, op. cit., a pag. 444, e della stessa opinione sono il
Perkins, il Goodyear ed altri entusiasti ammiratori del monumento
troiano, da lui citati. Cfr. in Rassegna pugliese cit, a pag. 223 Ri-
stretto dell’istoria della città di. Troia e sua diocesi dall’ origine
al 1584, ecc.. l’iscrizione inedita della fabbrica di San Bartolomeo,
che « Deodatus opimus cambiator hoc opus fieri iussi », e l’altro
della costruzione di Santa Malia Maddalena: «Ego Albertus sa-
cerdos et David clericus fecimus hoc opus ».

Alberti sacerdotis confessori nostri, qui tunc supra-
memorato hospitali magister et rector preerat, in strata
publica iuxta portam que vocatur de ferro, iuxta ec-
clesiam sancti Petri.... ad opus fabrice nostri Epi-
scopii». Pur troppo la pergamena è in istato si mise-
rando di conservazione, da essere quasi illeggibile
(Archivio capitolare, sacco y).

Però Landolfo de Guttoalda e maestro Parisio, che
il Bertaux non è tentato di credere francesi, sono i due
soli nomi d’artisti, che ora per la prima volta si cono-
scono, dell’opera della cattedrale troiana. Sono forse
essi gl’iniziatori di quello, che s’è convenuto di chia-
mare il secondo periodo della fabbrica di questa cat-
tedrale, il quale può essere incominciato dal 1168-69,
se il Bertaux medesimo, con profonda intuizione ha
infine pensato alla fine del secolo xir.1

Bari.

Francesco Carabellese.

1 1168 e 3° di Guglielmo II, luglio ind. I, Troia.

Sacrorosa del fu Ursone ferraio, cittadina troiana, presenti i giu-
dici di Troia e testi, col consenso de’ suoi parenti e mundoaldo,
tra le altre cose ordinate nel suo testamento, dona alla fabbrica
dell’episcopio di Troia, nelle mani di Landolfo de Guttoaldo chierico
e maestro della medesima, avendo per avvocato maestro Parisio
della stessa fabbrica, le vigne possedute presso il mulino nuovo
dell’episcopio troiano, detto de Gaudentio, riservandosene l’usu-
frutto vita durante, avendone in lanegilt orazioni per l’anima.
Notar Baresano del fu Roberto de Basilice.

In nomine domini nostri salvatoris Iesu Christi anno eiusdem
incarnationis millesimo centesimo [sexagesimooctavo et tertio anno
regni domini nostri Guilleljmi dei gratia Sicilie et Italie regis in-
victissimi, incliti et gloriose memorie olim sanctissimi regis Gugl-
ielmi filii et eredis] — mensis julii prima indictione. Ego Sacrorosa
quondam Ursonis ferrarli filia troyana ciuis presentis vite fragili....
dere peccatorum prepeditam me esse ecc. coram Iohanne Leporino,
Ursone Troiano An[tonio et Nico] lao regalibus Troye iudicibus et
testibus subnotatis, bona mea voluntate absque nulla violentia, con-
senientibus mihi Saccorose Gilibferto Matajratio et Ionatha de
Asfulfo parentibus meis, una cum Iohanne de Landulfo cantore
mundoaldo meo, astante secum Robberto notario in hoc negotio
advocato suo, inter cetera que in meo testamento ordinavi et statui,
non iure legati nec fideicommissi set oblationis iure, dedi obtuli et
per hanc cartam tradidi deo et fabrice troiani episcopii in ma-
nibus Landulfi de Gutoalda clerico et magistro eiusdem fabrice,
habente secum magistrum Parisium eiusdem fabrice in hoc negotio
advocatum sum, omnes vineas meas quas habeo inpertinentiis
trovane civitatis de ista parte fluminis acelonis prope molinum 110-
vum troyani episcopi quod dicitur de Gaudentio, et sunt secus
vinaos Nycolay Sepertii de Auria nudam proprietatem usufructu
quo advixero mihi reservato. Post meum vero obitum memoratus
usufructus ad eandem fabricam deveniat proprietatem, nulla mihi
vel meis heredibus nec cuilibet alteri homini in eis portione aliqua
aut conditione reservata ecc. Et prò huius oblationis et traditionis
confirmationem professa sum imcomparabile meritimi divine remu-
nerationis launegilt sum acceptura, et quia prefatus Landulfus in
orationibus et in cunctis benefitiis, que ab ea fabrica fiunt me par-
teciperei statuit, ea vero ratione ut ecc. Unde ego que supra Sacco-
rosa obligavi me et per consensum supradictorum, et meos obligavi
heredes tibi prefato Landulto iudicio pretaxati iudicis Automi,
tuisque sucessoribus prò parte ipsius fabrice per guadiam, quam
tibi dedi, astante tecum iamdicto magistro Parisio in hoc negotio
advocato tuo, et fideiussores posui iamdictum Gilibertum Matara-
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