L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 8.1905

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MICHELINO DA BESOZZO E GIOVANNINO DE’ GRASSI

RICERCHE SULL’ ANTICA PITTURA LOMBARDA.

l’arte italiana e l’arte

el suo attraente studio intorno alla compenetrazione dell’arte
italiana e dell’arte del Nord sul principio del Quattrocento, il
chiarissimo collaboratore de L’Arte, il signor E. Bouchot,
inclina a supporre che il nome di Michelino da Besozzo, col
quale è indicato un pittore che molto lavorò in quel tempo
per la fabbrica del Duomo di Milano, possa essere una volgare
alterazione del vero nome di un artista che si sarebbe pro-
priamente chiamato Michelin de Vésoul e che dovrebbe accom-
pagnarsi con Jean Mignot e con Jacques Còne, venuti anche
essi di Francia a Milano. 1

Ci sia permesso di non consentire in questo col dotto
scrittore, tanto più che non pensiamo punto che si
possano negare le reciproche influenze eh’ egli constata
d’oltralpe, sebbene la natura e la diversa misura di esse siano

ancora del tutto indeterminate. Nei documenti dell’archivio del Duomo di Milano, ove

esso ritorna frequente, il nome di Michelino pittore è quasi sempre accompagnato dalla
determinazione « de besutio » adoperata anche per molte altre persone che si trovarono in
rapporti con la fabbrica del Duomo stesso; 2 si è che Besozzo è un piccolo luogo dei din-
torni di Varese, presso il lago Maggiore !

Di un « Michelino vecchissimo pittore milanese », del principio del Quattrocento, « e
principale di quei tempi in Italia, come fanno fede le opere sue, e gli animali d’ogni sorte nei
quali fu stupendissimo » innalza le lodi il Lomazzo descrivendone una bizzarra composizione,3

1 E. Bouchot, /« Primitivi» francesi: « Vouvraige
de Lombardie» (L'Arte, 1905, pag. 26).

2 Cfr. Annali della Fabbrica del Duomo dì Milano.
Indice generale, Milano, 1885; G. D’Adda, line fa-
mille d’artistes lombards au XIV et au XV siècles.

Les Besozzo. (Z,’Art, 1882, II, 81 e segg.).

3 « Egli s’imaginò quattro villani che ridono insieme,
due maschi, e due femine ; e finse il più vecchio tutto
raso, il quale sta guardando d’ogni intorno e ridendo,
come che goda oltra misura, che non si trovi uomo

L'Arte. VITI, 41.
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