L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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IL PITTORE FRANCESCO DA FAENZA

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et expresse in causa quam ipsa domina Cortesia habet
cum Magistro guiglelmo pletore et genera/iter ad
lites et causas corani quocumqite officio Civitalis Fa-
ventie». 1

Le vicende della lite non ci sono note; ne cono-
sciamo due documenti conclusivi. Una quietanza
di Maestro Guglielmo con Lorenzo figlio di Fran-
cesco: • Magister Gulelmus Guidonis pi et or de capello
sanctj Bartoìj de Faventia fecii finem remissionem
et quietacionem et partimi expressum de ulterius
non petendo I.aurencio Magistrj Franciscj pictoris
de dieta capella de orniti eo et loto quod dictus Magister
Gulelmus petere posset ex quacumque de causa dicto
laureitelo usque in presenlem diem et hoc fecit quia
d'ictus laurenciits amore dej rogavit [parola perduta,
ma probabilmente onme] debUum sibj Magis
Cui e Imo..■ 1 sibj remictere ». Dunque, una remissione
di debito amore dei: il documento è del 14 marzo

145*-"

L'altro documento, del 29 agosto 1452, è una
quietanza e dichiarazione di Guido di Gasparino
Deddi, a nome di Lorenzo, Matteo e Bartolomeo
figli di Maestro Francesco, di non pretendere nulla
da Maestro Guglielmo « ocaxione societatis habite
Inter dictum Magistrum Gulelmum et dictum Magi-
stritm Francischum ». 3

Il 18 aprile 1453 Lorenzo fa quietanza della dote
(sommante a L. 128) della moglie, che era Ginevra
figlia di Battaglia del fu Pietro da Aquila, armigero
di Astorgio Manfredi.4 Più interessante, perchè ci
permette di stabilire un importante dato biogra-
fico di Maestro Francesco, è un atto del 17 novembre
1453' co' quale «domina Cortesia quondam uxor ma-

1 Ivi, Atti di Girolamo Cattoli, Voi. V (1451-52), fol. 58 v.

2 Ivi, Aiti di Francesco Beccaluva, Voi. II (Diversorum B),
fol. 50 v.

3 Ivi, Atti del medes., Voi. I (Diversorum A), fol. 117 r. e v.

4 Ivi, Atti di Girolamo Cattoli, Voi. XII (1463), fol. 84 v.

gistri Francisci pictoris quondam magistri petrj et
filili fu/ri nelle tutrix Bartolomei su] fili] et fili] quon-
dam dicti magistri Francisci ex parte una et Lauren-
tius et Matheus quondam magistri Francisci predici]
adulti Minores XXV annitritili sue elatis Màiores
tamen XVI constitutj » dichiarano di avere avuta
mezza casa. 1

Supponendo, come par lecito, che Lorenzo, che
apparisce il maggiore, si avvicinasse ai 25 anni,
I (issiamo metterne la data di nascita intorno al
1430 e quindi quella del padre suo nel primo de-
cennio del secolo. F cosi anche questa, come le
date precedenti, concorrono all'identificazione di
maestro Francesco. 11 quale, quasi quarantenne,
porta a compimento con Andrea gli affreschi ve-
neziani nel 1442, e mentre il maestro s'immatricola
in Firenze nell'arte dei medici e speziali il 30 maggio
1445, il discepolo compare nei documenti faentini
nel 1446. Forse egli non è ritornato proprio allora
in patria; ma si può supporre che non abbia abban-
donato il maestro appena compiuto il ciclo di Ve-
nezia. In questa ipotesi, che i dati documentari
confortano, l'insegnamento di Andrea non fu di
breve durata. Ma fino a qual punto esso penetrò
nell'anima di Francesco e, per il suo tramite, nel-
l'arte faentina? Le nostre conoscenze sulla pittura
della simpatica città romagnola sono finora troppo
frammentarie e incomplete perchè sia possibile
rispondere a questa domanda; ma un elemennfo
nuovo e forse prezioso è offerto alla ostra cono-
scenza futura dall'innesto della rude arte di Andrea
del Castagno,

Carlo Grigiom

1 Ivi, Atti elfi medes., istesso Voi., fol. 224 v. Il Valgimi-
gli, clie pure s'imbattè in questo doeuniento, non lesse Vitxor
e credette Cortesia figlia di Francesco e non curò onon seppe
continuare nella lei tuia dell'atto, la quale gli avrebbe rive-
lato l'errore.

L'Arte. XXV, 2.
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