L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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LA «NAVICELLA » DI GIOTTO

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Questi, gli elementi raccolti.

Se si confrontano la più antiche riproduzioni della 'Navicella con il musaico oggi in
S. Pietro, si debbono constatare mutamenti che non sono soltanto di forma e di compo-
sizione, ma anche di cose rappresentate. E cioè nel musaico sono aggiunti: i quattro evan-

Fig. 12 — Disegno del Cod. Bari). Lat., n. 4410.

gelisti, il demone che soffia da destra, il mezzo busto del cardinale Stefaneschi. Invece
nel musaico è soppresso il castello turrito indicato dietro il pescatore.

Il castello turrito esisteva nell'originale come è provato dal fatto ch'esse; è ripetuto
nella maggior parte delle copie, dal disegno Pembroke sino a quelle di tempo posteriore

Fig. 13 — Affresco del sec. XVII. Roma, Grotte Vaticane.

alla rimozione di Paolo V (un. Xll e XIII). A (pianto pare il castello scomparve in oc-
casione della sistemazione del musaico diretta dal Bernini (nn. XV-XVII).

Il cardinale Stefaneschi appare per la prima volta a figura intiera, inginocchiato,
nella incisione del Beatrizet ed è ripetuto nelle copie posteriori sino a quella dei Cap-
puccini (n. XVII) dove scompare, per riapparire poi ridotto a mezza figura nel musaico
restaurato (n. XVIII). È da escludere che Giotto abbia raffigurato il cardinale a mezza
figura: l'idea di rappresentare figure entranti solo con il busto nei limiti di una scena a
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