L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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LIONELLO VENTURI

figure intere è assai posterie re al Trecento. Resta quindi la questione se Giotto abbia
rappresentato il Cardinale a figura intiera oppure non l'abbia rappresentato affatto. E
poiché nel polittico della, sagrestia di S. Pietro, eseguito insieme con la Navicella, il Car-
dinale è rappresentato, appunto a figura intiera, inginocchiato ai piedi del Redentore in
trono; poiché quella figura appare nell'incisione del 1559, cpiando cic.è nessuno si preoc-
cupava del Cardinale che non aveva interessato ancora i dotti, come li interessò nel
principio del Seicento, è probabile che la figura medesima esistesse nel musaico origi-
nale. Se essa fu trascurata nelle copie del Trecento e del Quattrocento, ciò si potrebbe

Fig. 14 — Disegno del Cod. lìarb. I.at., n. 4409 (a. 1629).

forse attribuire al fatto che esse ritraevano il modello per altri committenti, c quindi
risultava inutile il ricordo del committente del modello.

Quanto al demone che soffia da destra esso è un non senso, una incongruenza inam-
missibile in un'arte cosi logicamente sonata come l'arto di Giotto. La funzione del
demone o dei demoni che soffiano da sinistra è chiara: Giotto ha voluto rappresentare
la tempesta, non si è contentato di indicarla come ha fatto il mosaicista di .Monreale;
ha osservato che il primo effetto del vento è quello di gonfiare la vela, e, per personi-
ficare l'origine infernale della tempesta, ha rappresentato il demone che con una buccina
gonfia la vela. Tale motivo risulta costante, a traverso variazioni formali e moltiplicazioni
di de moni, nell'affresco di Andrea da Firenze (n. I) e nei disegni del Quattrocento
(nn. II, IV, VI).
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