L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

Seite: 162
DOI Heft: DOI Artikel: DOI Seite: Zitierlink: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1922/0188
Lizenz: Freier Zugang - alle Rechte vorbehalten Nutzung / Bestellung
0.5
1 cm
facsimile
lf)2

ADOLFO VENTURI

amore, in silenzio. Segnaliamo, fra i collezionisti,
il signore e la signora Adolfo Stocklet, che, nel pa-
lazzo rivestito d'ogni nobiltà di forma, serbano, con
intima gioia, saggi dell'arie d'ogni tempo e d'ogni
luogo. Tutto è fine, scelto, delizia degli occhi; tutto
collocato con una cura che si potrebbe dire religiosa,
illuminato come da propria luce, così che le cose
d'arte sembrano non trasportate nel palazzo incan-
tato, ma nate come perle nella loro conchiglia.

L'Esposizione, con l'aiuto di così raffinati col-
lezionisti, con il gusto squisito e la sicura esperienza
del direttore Fiereus Gevaert, è stata mirabilmente
composta.

Accenniamo ad alcune ( ose ammirate nella mo-
stra italiana. E cominciamo con la Croce romanica
in avorio della raccolta Stocklet (fig. i), rarissimo

l'n altro oggetto d'arte di grande rarità è un
cassone quattrocentesco, adorno di intarsiature
tratte da vecchi schemi del Trecento (fig. 2).
Mentre le sagome architettoniche richiamano forme
del primitivo Rinascimento, i minuti ornati ad in-
tarsio ricordano i musivi cosmateschi commessi.

Due navicelle per gl'incensi sono pure preziose,
entrambe con le rappresentazioni dell'Angelo e
dell'Annunziata, nelle valve superiori: una con
smalti inclusi, senese, della fine del Trecento, molto
guasta purtroppo; l'altra niellata, probabilmente
fiorentina, con una semplicità grandiosa, veramente
antica, senza il particolarismo comune a rappresen-
tazioni della metà del '400. Per la Storia del niello
questa seconda navicella è di capitale importanza.

Tra le più rare gemme d'arte che formino la col-

Fig. 2 - Cassone di Michel van Gelder.

esemplare del XIII secolo, condotto a striature nette
preziose, con tagli sicuri. Si vedano le strisce sud-
divise della chioma, le ciocche uncinate che si schiac-
ciano sul Largo petto, le nitide lunghe palpebre

chiuse, lo spaccato delle labbra, la finezza delle
gambe, la decorazione schematica magnifica del
panneggio cadente a volute dal cinto annodato e
trapunto di gemme. Non è Cristo elevato sul legno,
come si vede ad esempio nel Crocefisso della Catte-
drale di Brescia, ma il corpo grava sulla croce, e
la lesta ricade nel peso del suo abbandono. La
forma della croce greca, con bracci solcati profonda-
mente negli orli, come incassati nei rinforzi, vere
else di spada, assume architettonico valore, espres-
sione di forza e di solidità; gli ornali di rosoncini

a incasso entro dischi sono nobilmente semplici, Ma
per il carattere metallico della figura, della croce,
degli ornati si pensa ad artista nordico, renano,
atto a sbalzare e a incider metalli, a dar colpi di
punzone per affondare nelle [amine gli ornati.

lezione Stocklet è un quadretto raffigurante la Ver-
gine in Maestà (fig. 3), fra angioli e santi, magnifica
per imponenza romana di forma, forza di chiaro-
scuro, splendore coloristico. Intarsi cosmateschi
decorano il trono; larghe stole gemmate apparano
gli angeli, intrecciando ornati geometrici; razzi di
luce rossa o verde accesi nei lembi superiori delle
grandi ali, ricordano effetti fantastici spiegati dal
Cavallini negli affreschi di Santa Cecilia. Piccole, ar-
caistiche, rigide sono le ligure dei Santi, ina d volto
quadrato imperioso di Pietro sembra evocare ro-
mani tribuni; ampia di forme è la Vergine e gran-
dioso di semplicità il panneggio, superbo il drappo
che avvolge le ginocchia del fanciullo imperiale, di
porpora viola orlato d'oro.

11 Sirén, nel Burlington Magazine,1 attribuì il
quadro, che, nelle sue piccole proprozioni, dà im-

1 Osvald Sirén, A G-eat Contempo'a*y of Giotto, tomo
XXXVI, I^ao, p. 4-
loading ...