L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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CAVALLINI Ai*A

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testa d'Oloferne, in passo di danza, come reggesse una lanterna per far lume verso le
berline di gala ai signori imparruccati; e s'arma della daga come d'un diamantato spillone...

C'è già tutta l'anima dell'uomo moderno che vede le favole attraverso la mondanità
e la frivolezza della vita attuale, non diverso da Fragonard e da Watteau. Poiché egli
sente alla Settecento: in lui è sempre vigile la necessità di ridurre gli spropositati eroi
del Seicento in figure terzine. La coscienza confusa che il mondo è stato sempre eguale,
gli riproduce in mimmis il passato. No, egli non può far reale differenza fra Ester e una
bella contessa napolitana che regni piacevolmente in un salotto alla Rambouillet. Poiché
la vita era davvero così, smorfiosa ciarliera agghindata e lasciva, e ormai, come dicono

Fig. 9 — B. Cavallino: San Paolo naufrago a Malia.
Napoli, Proprietà del pittore Diodati.

i francesi, e come il mondo intero si apprestava a fare, essa va jouéc: va giocata prezio-
samente, fra berline gale e concettuzzi, a gran divertimento del signor di Molière,

Eppure un senso oscuro di malinconia, una certa intenerita dolcezza, quel tanto di
romanticheria che suscita la lettura d'un romanzo nell'anima delle donne, è in Cavallino.

Egli s'immagina la dama del suo cuore friser leggermente le vecchie pagine, che
parlano di santi di guerrieri e di regine solenni, con il ricciolo dell'acconciatura « all'am-
miraglia » o col monile del braccialetto filogranato... e nostalgicamente commosso,
minia fra quelle pagine le sue illustrazioni mondane, illudendo la sua sensualità lungo i
volubili profili delle eroine cortigianesche e le loro squisite gale... Niente altro! Ma si
preannunzian per lui le grazie di Bonito, ben più ironico e galante commentatore delle
umane passioni, e per filo ininterrotto, si giunge alle dolciate madonne e alle sceneggiature
storiche e sacre dei romantici napolitani, non escluso davvero Domenico Morelli.

Sergio Ortolani.

Roma, 6 novembre 1922.
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