L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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GIOVANNI DALMATA NEL TEMPIETTO DI VICOVARO

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corpi tesi e sottili sotto le leggerissime vesti che, come al solito sovrabbondanti,
si gonfiano e ondeggiano al vento, ma, non partecipi della pesantezza propria alle
vesti scolpite dal Dalmata, si dispongono in mille eleganti pieghe, ora acute, ora sinuose,
ora spezzate, in una delicata cristallizzazione di forme. I due medaglioni dei pennacchi
rappresentano: quello di sinistra, l'arcangelo Gabriele che, visibile per tre quarti, si sporge

Fig. 2 — Domenico di Capodistria e Giovanni di Traù:
Tempietto, Vicovaro.

a benedire appoggiandosi con una mano alla cornice; l'altro, la Vergine che con la destra
sul petto reclina leggermente la testa dalle chiome raccolte, il volto rotondo, i piccoli
occhi socchiusi.

Tutto l'insieme dei diversi bassorilievi, arricchiti dai bei fregi e dallo squisito
arabesco, è pieno di movimento e di vita. L'arcangelo si sporge dal medaglione quasi
arrivando di corsa; gli scattanti angeli dell'archivolto compongono una volante ghir-
landa; spontaneo è il gruppo della Madonna e del bimbo; i due santi si slanciaro in
avanti con un movimento violento che segue la curva della cornice e sembrano
spingere i due fedeli che si protendono nel fervore della preghiera. Anche nelle statue
che ornano i pilastri sporgenti del portale, i tre angoli del timpano e gli spigoli del
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