L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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ADOLFO VENTI'RI

ginalità del disegno, dove la penna, col tremolio di tratti paralleli, con l'arruffato in-
crocio di segni ritorti, interpreta i riverberi delicati, gli sbattimenti di luce nelle diafane
ombre, l'atmosfera dolcemente agitata da riflessi cara a Giovanni Bellini. È il primo
disegno, questo, nella storia dell'arte italiana, dove il tratto a penna prenda valore di pen-
nellata; da cui scaturisca con tanta evidenza il colore veneziano. E lo spirito di Giambel-
lino si sprigiona anche dalla concezione nuova, dalla interpretazione lirica data a

Fig. 2 - Raffaello: Disegno. Brescia, Pinacoteche civiche.
(Fot. Grandoni).

tutte le storie della passione di Cristo dipinte da lui: a Brera la tragica; Vergine che si
stringe al -figlio come per comunicargli la vita con l'affanno del suo disperato respiro;
nel Museo Poldi Pezzoli, il Cristo silente tra il silenzio del pallido cielo, delle acque
color di rosa. Intorno alla tomba, disposta con novità di concetto prospettico, obliqua-
mente, non il consueto gruppo, ma le tre Marie, due intente con pietoso dolore a reg-
gere sopra il sudario la salma, che Nicodemo e Giovanni d'Arimatea, calati nel buio
della fossa, si apprestano a ricevere. Isolata, fra le due Marie, la madre concentra nella
tenace stretta delle mani, nel dolore del lungo sguardo smarrito la passione dell'addio;
la luce, errando nel cavo dell'occhio, tra le palpebre chine, ha il periato tremolio delle
lagrime. E Cristo, che nella struttura potente del corpo muscoloso, nella tormentata mo-
dellatura dei lineamenti, attesta, come l'illuminazione generale della scena e la superba
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