L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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ALCUNE NOTE AGGIUNTIVE

A QUADRI PRIMITIVI NELLA GALLERIA VATICANA

Quattordici anni or sono pubblicai in L'Arte
alcune note critiche intorno a Quadri sconosciuti
nel Museo Cristiano Vaticano, tentando di attri-
buire a precisi maestri o scuole un certo numero dei
quadri primitivi della collezione vaticana, i quali
erano allora soltanto poco conosciuti e general-
mente inediti. Le straordinarie difficoltà che s'in-
contravano nel vecchio Museo Cristiano (dove
i quadri erano chiusi in armadi con sportelli di
vetro), potevano solo in parte esser vinte dalla
pazienza e dal buon volere, e pochissimi dei di-
pinti erano riprodotti in fotografia. Questo può
in parte spiegare perchè le mie note del iqoO fu-
rono frammentarie e non soddisfacenti. Inoltre:
il materiale era vastissimo e non potè esser con-
venientemente studiato e classificato nello spazio
di due o tre visite a quel luogo fuori mano.

Quando io ora, durante una recente visita a
Roma, ebbi una buona occasione di rivedere le
antiche pitture provenienti dal Museo Cristiano
nella Pinacoteca Vaticana, trovai che alcune delle
opinioni che avevo pubblicato nel 1906 non mi
soddisfacevano più e che alcuni interessanti quadri
primitivi non erano stati inclusi nella mia lista.
Mi sembrò pei tanto che difficilmente avrei potuto
fare a meno di ritornare sullo stesso materiale una
altra volta, col proposito di correggere gli antichi
errori e di completare le lacune. Meglio tardi che
mai! La lunga sosta della guerra ed altri studi negli
anni appena precedenti la guerra mi hanno impe-
dito di far prima quello che, veramente, è una
sorpresa per me stesso. Mi applicai per qualche
tempo allo studio delle esposte pitture del Tre-
cento provenienti dal Museo Cristiano, e sono
lieto di scrivere un'altra volta in L'Arte, intorno
a quelle antiche quistioni. Questo farò con la
maggiore brevità possibile e non tenterò qualcosa
di simile ad un catalogo completo dei quadri
primitivi; essi sono troppi per esser discussi
convenientemente in un articolo di rivista. Ora
il mio principale scopo, com'è detto sopra, è
quello di correggere e completare il mio prece-
dente articolo, ma ciò naturalmente implica

anche una discussione delle attribuzioni pubbli-
cate nel catalogo compilato dal dott. Pietro
d'Achiardi. Il catalogo contiene buone descrizioni
dei quadri, ma, in quanto ad attribuzioni, offre
semplicemente una vaga compilazione di quello
che è stato scritto intorno ad essi da vari autori.
Quelle pitture, intorno alle quali nulla è stato
pubblicato, sono raramente classificate in modo
conveniente, nel catalogo. Questa inderminatezza
ed il fatto che alcune delle mie attribuzioni er-
ronee sono state in esso incorporate, sono per me
le più forti ragioni di questo nuovo articolo.
Apparirà quindi ben naturale che io, senza ul-
teiiori osservazioni, passi sopra a dipinti che sono
ben conosciuti, firmati, o pubblicati da diversi
autori sotto il giusto nome dell'artista, come
pure a pochi frammenti privi di qualsiasi im-
portanza ed in stato di conservazione più o
meno deplorevole. Per quanto è possibile mi pro-
pongo di seguire l'ordine numerico del catalogo
(che è alquanto arbitrario), solo allontanando-
mene talvolta, affine di aggruppare insieme quadri
dello stesso artista o della stessa scuola.

N. 4. Scuola Fiorentina: 5. Margherita e
storie della sua vita (fig. 1). Un grande quadro di
effetto coloris'ico abbastanza notevole, nel verde
manto della santa, ma debolissimo per di-
segno. Lo assegnai a « debole imitatore di Agnolo
Caddi, ca. 1410», con giusta datazione, ma con
attribuzione generale erronea. Il dipinto è evi-
dentemente una tarda opera di Turino Vanni
da Pisa. Il tipo della santa corrisponde, nel modo
più rigoroso, alla Madonna di Turino, firmata,
del Louvre. Del tutto caratteristici del maestro
sono pure la piatta maniera di trattar la figura, il
disegno delle mani e della chioma ed altri parti-
colari che possono facilmente esser notati se si
confronta il dipinto con la Madonna del Louvre.
Suppongo che questa sia un'opera piuttosto
tarda, perchè Tuiino Vanni fu uno di quegli
artisti di provincia le facoltà artistiche dei quali
non si svilupparono col crescere dell'età. Le sue
prime opere in Pisa e dintorni, che io esaminai
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