L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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S. PIETRO A TOSCANELLA

La Basilica di San Pietro a Toscanclla, ricono-
sciuta ormai, nei suoi primitivi frammenti, come
una costruzione de' tempi longobardi, è certo da
considerarsi come il monumento più importante
sorto nel circondario di Viterbo durante i tre secoli
precedenti il mille.

Costruita al sommo di un colle, che si erge a
poche centinaia di metri dal paese, e di cui solo
un lato si riallaccia con dolce pendio ai campi cir-
costanti, mentre gli altri cadono quasi a picco sulla
vallata, la bella basilica si presenta, a chi viene
da Viterbo, con tutto l'aspetto di un potente for-
tilizio che, in altri tempi, avrebbe saputo opporre
una strenua resistenza a chi avesse osato assalirlo.

San Pietro è una basilica a tre navate, la costru-
zione è a conci squadrati di tufo saldati regola-
rissimamente da un sottile strato di malta; le mura
della navata centrale sono sorrette da quattro
colonne per parte, da mezze colonne e pilastri
(fig. i). Una forte travatura in legname sorregge

Fig. i — Toscanella: interno di S. Pietro.
(Fot. Alinari).

il tetto a tegole. II presbiterio è elevate sul piano
della chiesa per l'altezza di circa un metro; lungo
la nave centrale, tra una colonna e l'altra, corre
in senso longitudinale un muricciolo con sedile
che, (ormando la separazione delle navi, veniva
a dividere il matroneum dal scnatorittm; su questo
sedile per mezzo di piccoli basamenti poggiano le
colonne sorreggenti le mura centrali della chiesa.

Le sei arcate che si slanciano agili, non hanno
tutte la stessa ampiezza ed il loro libero giro è

continuamente interrotto da mensole squadrate
che, producendo un variato giuoco di ombre e
di luci, conferiscono un carattere di severità au-
stera a tutta la costruzi' ne.

Le mura della navata centrale sono coronate,
tanto nella parte esterna che in quella interna,
della chiesa, da arcatelle cieche a tutto sesto gra-
vanti su capitellini cubici e lesene formate da
blocchi di tufo.

La cripta, che per la sua maggiore estensione
è sottostante al presbiterio, è composta di due
parti non costruite allo stesso livello e sorregge
il piano della chiesa con più di trenta colonnine
romane. Essa è inoltre costruita completamente
fuori terra a causa della pendenza del suolo in
quél punto.

La facciata poi, che è forse la parte più interes-
sante della basilica, porta impressa negli ornati,
nei capitelli e nei musaici la storia avventurosa
della bella costruzione (fig. 2). Sull'esterno l'ab-
side poggia su di un grande basamento quadran-
golare costruito sul pendio ripidissimo della col-
lina; due grandi finestre illuminavano < riginaria-
mente da questo lato la basilica, una era aperta
nel muro della cripta e l'altra in quello del presbi-
terio. Più tardi, quando si affre cò l'abside, venne
chiusa la finestra centrale che dava la luce al pre-
sbiterio e se ne aprirono due laterali, mentre nella
cripta se ne aprirono altre quattro.

La parte esterna delle navi laterali è coronata
da piccoli archi pensili che girano tutto intomo
alla chiesa, e stringono la parte superiore dell'ab-
side subilo sotto la sporgenza del tetto.

L'abside sovraccarico di ornamenti è decorato
in giro da un doppio ordine di aperture rettango-
lari che, raggruppate tre a tre dalla caduta di sot-
tili lesene, fanno pensare agli archetti a tutto
sesto che nel nono secolo comincieranno a fasciare
le absidi delle chiese lombarde (fig. 3).

Tra una serie e l'altra di queste finestrelle cieche
rettangolari, trova posto in un incavo del muro
una fascia di tegoloni incrociati posti di taglio;
questa decorazione a tegoloni incrociati, che ri-
corda il disegno delle antiche transenne romane,
oltre che ornare la sommità dell'abside, corona
altresì, sempre esternamente per buona parte,
le mura delle navate laterali. Numerose finestre,
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