L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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LUCIA LOPRESTI

tura delle pieghe, pensò più volte al Tintoretto
e pur non volle accostarvisi; che preferì di apparir
goffo piuttosto che servile; e riuscì a creare, con
questa opera di saggio, uno strano e delizioso
resumé coloristico, una fantastica evocazione delle
più fornite tavolozze conosciute, da quella veneta
a quella dei Gentileschi, da quella di Dosso a quella
del Poussin.1

1 Accanto al Sonno dei pastori, vorrei porre questo pro-
babile ritratto (autoritratto?) testiano (fig. 7) cosi roman-
ticamente coloristico, che agli Uffizi non ha neppur l'onore
di una attribuzione.

* * *

Ma il poveruomo seguitava a non aver molta
fortuna nella pittura; fosse colpa della famosa
maniera languida o d'altro. Sicché « trovandos1
scarso di commissioni e di favori, diedesi ad in-
tagliare all'acqua forte ».

Ahimè che non avrebbe immaginato il solitario
Lucchesino come la nemica sorte, costringendolo
coi pungoli della necessità a intagliar carte, prov-
vedesse colla più parziale indulgenza ad assicu-
rargli una fama che la sua laboriosa pittura non
gli avrebbe mai concessa!

[Continua). Lucia Lopresti.
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