L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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LUCIA LOPRESTl

luce, Pietro impone solitamente alle forme, non
ha più nulla a che fare con questo magico asse-
stamento di lince e di supcrtici, con questo soffio
di grande arte che annoda in una cerchia di vi-
sione velocemente rotante, i manti vescovili, i
ribattuti nudi Fanciulleschi, i contrapposti corpi
agonizzanti.

Tutto qnesto non è più semplicemente barocco
e sembra illuminarci molto sui tentativi stilistici
del Nostro.

* * *

Roberto l.onghi. parlando della sorte dell'affre-
sco italiano tra il (>oo e il '700, notò come Tiepolo,
in mezzo alle novità grandiose delle sue conce-
zioni, apparisse talvolta troppo intriso di moda
rococò, che era infine l'ultimo pennacchio ser-
peggiante di fumo barocco ».'

A questo apprezzamento ci ricorre il pensieio,
ora che dinanzi a quest'ultima incisione testiana
l'immagine dell'arte tiepolesca ci è balenata im-
provvisamente agli occhi.

1 Gentileschi, padri' e figlia, ih* L'Arti', i° dicembri i<>i6.
pag. 284.

Per tutto il coi so di questo studio noi abbiamo
considerato il temperamento del Nostro come un
romantico tallo della pianta veneziana coltivato
in terra straniera.

Abbiamo creduto d'intravedere nella calma
delle sue prime opere l'influsso (Iella classicità
coloristica, nel tormento delle sue ultime tele la
contesa fra la seduzione dei voli barocchi e il
rimpianto dei cinquecenteschi ideali cromatici.
Lo vediamo ora impiegare le evoluzioni del suo
bulino, con una profondità tutta nuova, in una
composizione che, come quelle del Tiepolo, par
cristallizzarsi nello strappo delizioso di un arresto
scattante dopo una lunga vertigine di moto.

A questo line, dunque, prezioso campo d'in-
nesto alle future imprese del colore, tendevano,
incoscienti e irrequieti, gli spiegazzamenti fre-
netici dell'Ifigenia annegati miseramente nella
mota del fondo? A questo mirava la furibonda
battaglia lineare della Didone morente ! Fu dunque
Testa qualcosa più di un capriccioso incisore;
indicò egli, qualche vplta, il luogo in cui ta procella
barocca, addolcita in fresco maestrale, avrebbe,
un giorno, posato?

Lucia Lopresti.
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