L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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UN DOCUMENTO VOLTERRANO

INTORNO AL PITTORE ALVARO DI PORTOGALLO

Di Alvaro di Pietro di Portogallo, pittore del sec. xv, e seguace della scuola
di Taddeo di Bartolo, poche notizie abbiamo. Il Vasari scrisse che Alvaro lavorò in
Volterra ed in Pisa ed in quest'ultima città, infatti, nella Chiesa di S. Croce di Fossa-
banda, si conserva una Madonna col Figlio, circondati da angeli, uno dei quali porge
al Bambino una viola, ed un altro un cardellino ed alcune spighe di grano.' Nella pina-
coteca comunale di Volterra si ammira un polittico, il quale nel 1842 fu trasportato
dall'oratorio di S. Lorenzo a Strada, presso Volterra, nel duomo. Rappresenta la Vergine
col Bambino in grembo, con ai lati: S. Cristoforo e S. Michele a sinistra; S. Iacopo e
S. Nicolò di Bari a destra. In due tondi ccntinati sono effigiati S. Cosimo e S. Damiano
e nel'peduccio vi sono sette frammenti di figure a basso rilievo, scolpite in legno e rive-
stite di stucco. I critici hanno ritenuto e ritengono ancor'oggi che la tavola sia opera di
Alvaro, e il Garagalli, pittore fiorentino, chiamato a Volterra nel 1851 per alcuni restauri,
affermò di aver letto in essa il nome del pittore portoghese.2 Attualmente però non vi
si legge.

Volterra possiede un altro polittico che porta la data MCCCCVIII e che fino a questi
ultimi tempi è stato ritenuto dello stesso Alvaro. Conservavasi nella chiesa di S. Agostino
e in questi ultimi anni fu trasportato nella pinacoteca comunale. Esso rappresenta la
Vergine col Bambino in braccio ed i Santi Cristoforo, Antonio abate, Iacopo e Niccolò
di Bari.' 11 Ricci ha assegnato questa tavola, genericamente, alla maniera di Taddeo
di Bartolo; 4 il De Niccola, più recentemente, .l'ha attribuita all'opera del fiorentino
Cenni di Francesco.''

I critici, come si vede, non si trovano molto d'accordo! Del resto noi non intendiamo
entrare nel merito; ma vogliamo solo documentare la permanenza di Alvaro in Volterra
per mezzo di un atto col quale al pittore portoghese era allogata la pittura di una tavola
per la chiesa di S. Agostino di Volterra.

II 6 agosto 1411 Filippino fu Simone Bonci dei Nobili di Querceto, per i rogiti di
Ser Giusto fu Ser Guasco notaro di Volterra, dettava il suo testamento, col quale lasciava
alle chiese ed ai monasteri di Volterra somme non indifferenti, beneficando in modo spe-
ciale i frati Olivetani di S. Andrea. Volle inoltre che nella chiesa di S. Agostino fosse
eretta, dopo la sua morte, una cappella intitolata e dedicata a S. Caterina vergine, da
costruirsi « in faciae capellae disciplinatum Sancti Augustini et in qua capella et in tabula

1 VASARI, Le vite dei pittori annot. da G. Mila-
nesi, voi. II, pag. 41-42; Cavalcaseli.e e Crowe.
Storia della pittura, voi. Ili, pag. 377. La ta-
vola porta la scritta: « Alvaro l'irez-d'Evora
pintor .

2 G, Leoncini, Illustrar, della cattedrale di Vol-
terra. Siena, 1869, pag. 52; A. Onci, Guida di Vol-

terra, 1885, pag. 118; C. Riccr, Volterra. Bergamo,
Arti graf., 1914, pag. 89 e 121. ^

3 A. CiNci, La chiesa di S. Agostino, 1884, Vol-
terra; La guida di Volterra, cit.. pag. 134-135.

4 Volterra, cit., pag. 86.

J Rassegna d'arte di Milano, 1918, n. 5-6, pag. 69,
nota 7: Studi sull'arte Senese: Priamo della Quercia.
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