L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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IL MAESTRO DALLA TRAPPOLA PER SORCI

TENTATIVO D'IDENTIFICAZIONE

Gli studiosi di stampe sanno ch'esistono esem-
plari, per quanto rarissimi in buone prove, di tre
antiche incisioni in rame, le quali non sono firmate
col nome in disteso dell'autore, ma hanno i se-
guenti contrassegni: i° una trappola per sorci
presso la quale è figurato uno di questi piccoli
animali; 2° le seguenti lettere seri te su una bande-
ruola «NADAT». Inoltre, due di esse incisioni por-
tano scritto, ma alquanto discosto dalla trappola
e dalle surriferite lettere, quest'altre lettere «T N».

La circostanza che in passato non era, — come
non è neppur oggi, — conosciuto chi sia stato l'ese-
cutore delle suddette tre stampe fece sì che questi
fosse designato col nome convenzionale di Maestro
dalla trappola per sorci o per topi in italiano, di
Maitre à la souricière o à la ratière in francese, di
Meister mit der Mausefalle o mit der Hattenfalle in
tedesco, di Master of the Monsetrap o of the Rat-trap
in inglese; e ciò per il ragionevole sospetto ch'egli
abbia adombrato il proprio nome sotto il velame
di quella rappresentazione «li trappola per sorci
o per topi.

Le tre incisioni sono:

1. La Vergine Maria con Gesù bambino, San-
t'Anna, San Gioacchino al quale appare un an-
gelo, e San Giuseppe al quale appare un altro
angelo. (Bartsch, Le peintre-graveur, voi. XIII,
n. i.).

2. Due eserciti accampati fronte a fronte.
(Bastsch, n. 2).

3- Due fanciulli gemelli mostruosi, attaccati dorso
a dorso. (Passavant, Le peintre-graveur, voi. V, n. 3)
Il solo esemplare a noi noto è nel Museo Britan-
nico.

È scopo del presente articolo il giungere a sco-
prire la scuola artistica cui il Maestro dalla trappola
per sorci apparteneva, il tempo in cui egli operava
e possibilmente il suo nome e qualche importante
notizia della sua vita.

Non v'è accordo fra gl'iconografi intorno alla
nazionalità del nostro artista. Heinecken (Idée
générale d'une collection d'estampes, 1771, p. 487)
dice: « Je ne sais pas s'il était Allemand ou Francais ».
Bartsch lo ritenne senza dubbio italiano, poiché
ne discorre nel volume XIII del Peintre-graveur,
volume destinato esclusivamente ai vecchi maestri
italiani. Neil'Enciclopedia metodica di Zani (parte
prima, voi. XIV, pp. 5-6) sta scritto che il Maestro
dalla trappola era «tedesco»; ma Jules Renouvier
(Des types et des manières des graveurs, in Me'moires
de VAcadémie des Sciences et Lettres de Montpellier,
Montpellier, 1847-1854, p. 481) nota che questo
«est sans doute une erreur typographique: la seule
ràison qui aurait pu, à l'insu «Ics pièces, tromper
sur l'origine de ce maitre, c'est le rèbus qu'il a
adopté. Ces bizarreries appartiennent originaire-
ment à l'Allemagne: les Italiens signalent ordinai-
rement en lettres tout ou partie de leur nom, mais
à la fin du (xv) siècle... plus d'une exportation
allemande avait dù les trapper, et s'ils ne prirent
pas le style tudesque, ils purent du moins emprun-
ter quelque usage singulier». L'opinione del Renou-
vier, che il trovarsi nell'opera dello Zani il Maestro
dalla trappola indicato come «tedesco» debba essere
uno sbaglio tipografico, a me sembra tanto più
verosimile, in quanto conosco quale pessima grafia
avesse lo Zani e com'essa sia stata causa d'in-
finiti errori di stampa nei volumi della Enciclo-
pedia pubblicati dopo la sua morte (avvenuta nel
1821).

Passavant (V, 174) è molto tentennante e poco
concludente, poiché dice: «Sa manière rappelle
jusqu'à un certain point le style néerlandais intro-
duit à Venise par Antonello da Messina, tandis
qu' ailleurs et surtout dans 1' architecture de la
gravure No. 1 (La Vierge et Sainte Anne) il montre
davantage la manière italienne du commence-
ment du xvi siècle...».
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