L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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L'ITALIA AL CONGRESSO INTERNAZIONALE DI STORIA DELL'ARTE 229

nieo esemplare di un madrigale a quadro voci di Giovanni
d'Arras; Giulio Bas, Una composizioni- di Ockcghen conser-
vata in un manoscritto di Montecassino; Guido Chigi Sara-
cini, AzzoUtw della Ciclici.

Il Comitato ordinatore ha voluto che nel programma fosse
inclusa una sola conferenza, quale coronamento dei lavori
del Congresso, e all'uopo ha invitato Adolfo VENTURI, il
(piale ha parlato in francese sul tema Lcs Arts à l'epoque
de Dante. Contemporanee a Dante, le arti figurative assur-
gono ad alta importanza: per Arnolfo e Giovanni Pisano
nell'architettura il gotico francese è, raffrenato da una ten-
denza schiettamente indigena, mentre la scultura — con
Nicola d'Apulia, Giovanni Pisano, Arnolfo, F. a Guglielmo
da Pisa — vive rigogliosi indipendente dall'organismo ar-
chitettonioo, mentre nella pittura il romano Pietro Caval-
lini inizia l'arte nuova e Giotto infine segna il completo

trionfo della forma e del movimento. Con spirito identico
rivivono pertanto porsi.i ed arti figurative nell'Italia che
si rinnovella e si appresta ad avere la supremazia civile nel
mondo. Ma non aggiungiamo altro a questo proposito,
perchè qui appresso riproduciamo il testo originale della
conferenza.

Cosi nel nome di Dante, e con la visione dell'arte fulgida
del nostro Trecento, e con il migliore mtusiisino per
l'oratore, si è sciolto il Congresso dopo dieci giorni d'intenso
lavoro.

Tatti gli studiosi francesi, indistintamente, sono stati
mirabili per spirito di cameratismo e di ospitalità: converrà
nondimeno ricordare a parte André Michel, Gabriel Kou-
chès e, per i musicisti, André Pirro.

A. Berti ni Calomq,
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