L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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ADOLFO VENTURI

Le virtù rinate della nostra stirpe presero figura nei versi di Dante, come nelle plastiche
forme di Giotto, nei tormentati marmi di Giovanni Pisano, nelle sagome cristalline di Ar-
nolfo, nei romani lineamenti di Pietro Cavallini. L'arte, fiore di nostra gente, al limitare del
mondo moderno, sotto multipli, augusti, immortali aspetti, disse delle forze sempre rina-
scenti del popolo italiano, che nè barbarie, nè gioghi, nè turbini, nè disastri fiaccarono.
Come dopo il diluviar delle pioggie, la natura s'ammanta, brilla dei più tersi e puri colori,
così l'Italia, dopo tormenta di secoli, sulla soglia dell'evo ^moderno, per l'opera dei suoi
Grandi, riapparve sempre più fulgida, in un'eterna orifiamma. Aveva dominato il mondo
con le armi e le leggi, poi con le chiavi di Pietro: si preparava a dominarlo con le
arti della pace.

Adolfo Vkxturi.
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