L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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IL CLASSICISMO DI GIAN LORENZO BERNINI E L'ARTE FRANCESE 253

nini si interessasse dèi problemi relativi alla tecnica muraria, che voleva condotta con
gli usi e cim i materiali di Roma. Anche dal Perrault sappiamo, e questi non ha torto
a dircelo con una punta d'ironia, che il Bernini non ammetteva che si potesse fare
una buona (ostruzione adoperando la sabbia francese invece della pozzolana romana.
Ebbene, per la costruzione degli edifici reali il Colbert —ancora sotto la suggestione,
dopo alcuni anni, del precetto berninianc — vuole ad ogni costo la pozzolana, ed ordina
al Direttore dell'Accademia in Roma di farne grandi acquisti, concentrandola a Civita-
vecchia, donde una nave la trasporterà in Erancia! Ma lasciamo l'aneddoto curioso e
vediamo di concludere.

Lo spirito classico dell'opera di Gian Lorenzo Bernini, e, più ancora . la metodologia
del suo programma pedagogico valgono a preparare il programma di lavoro dei giovani
artisti francesi, a orientarne lo spirito verso una. tradizione classicheggiante e italianeg*
giante. Nonostante la sua vivace originalità anche il Coysevox finisce per essere trasci-
nato verso l'arte ufficiale, e, ben più di lui, Nicolas Coustoii, che, con il fratello Guglielmo,
apre le porte al delicato e voluttuoso Settecento francese. 1-2 clic dire del Légròs, clic
quàsi può considerarsi uno scultore romano, e clic a Roma ha mostrato un sì vigoroso
ed elevato senso d'arte?

Ma l'esemplicazione ormai ha poco valore: a noi importa poter concludere che il
Bernini ha avuto un'efficacia decisiva appunto in grazia del valore che attribuiva alla
tradizione classica, e che, appunto perchè messa su questa via, l'imitazione berniniana,
che era insieme culto dell'aite del passato, ha potuto esercitare, col tempo, un influssi'
benefico, ed essere causa non ultima del deciso orientamento classico — che pure è sì
schiettamente nazionale — delia scultura francese nel secolo XVH1. Ecco infatti il Pajou,
che è pia neoclassico ed è ancora — stavo per dire che lo è appunto per ciò — berni-
niano, ed ecco il grande Houdon, artista profondamente- originale, artista intimamente
francese, ma che senza la tradizione dell'opera e della pedagogia del Bernini non sarebbe
giuntò a vincere la resistenza della materia nei suoi meravigliosi ritratti.

La tradizione classica, dal Bernini in poi, è sempre rimasta nell'arti francese, e si è
avvivata per l'intimo e continuo contatto dei giovani artisti con Roma: avviandosi pel-
le sue sicure vie, la scultura in Francia durante il regno di Luigi XV assimilerà, dei pre-
cetti e dei modelli che le erano stati offerti, ciò che sarà più confacente allo spirito nazio-
nale, e, attraverso l'esempio e le massime del barocco Bernini, l'arte di Francia — ravvi-
vata dallo studio delle grandi open1 del passato — potrà finalmente divenire, nell'intima
essenza del suo spirito e della sua espressione, arte davvero francese.

Achille Bsrtini Calosso.

NOTA BIBLIOGRAFIC A.

Fante principale, nià si rileva dal lesto, è il
jota ikiI ita voyage du cavillici- Bernin cu Frane*
pur M. Chantelou, editi. !.. Lalanne, in Gazette
des Beaux-Arls, aa. xix-xxyi1, Il per., tt. xv,
181-204,305-318, 501-518; xv], 170-179, 368-379;
xvii, 71-77. 349-559; xix, 283-298; xx, 273-280,
447-453; xxi, 185-192, 378-394; xxii, 94-104;
XXIII, 271-280; xxiv, 360-368; xxv, 524-532;

xxyr, 178-184,362-368,530-541; xxvii, 271276;

xxvili, 265-272; xxix, 257-267, 451-464; xxx,
468-472; xxxi, 277-288; xxxii, 173-184, Paris,
1877-1885. L'estratto (1885), il quale raccoglie

tutta l'opera in uh volume, ha un indice elio fa
cilita le ricerche! Sopta la persona dell'A, con-
trol tisi 11. ( 11 a un' >.\ l.rs frères Fréart ile Chan-
telou [Amateur» ci collectiottneurs Manceaux du
XVlh siede), Le Mans, 1867.

Non poche" notizie su Michelangelo sono a noi
giunte soltanto attraverso i ricordi del Bernini
registrati in questo Diario. Anche Ch. Purrault,
Mimotres de ma vie (edid. P. Bonnkfon insieme
con Ci.. Pi:RRAULr, Voyage à Bordeaux in Écrils
d'amateurs et d'ariistes, Paris, 1909, 62, nota del
Perniili: i 11 eitoit fort Muivent Michel-Ange, et
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