L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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LA «NAVICELLA» DI GIOTTO

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e collocare l'anno seguente nel primo cortile incontro alla porta del palazzo del Papa,
previo nuovo restauro di Guidobaldo Abbatini da Perugia. Ivi la Navicella deperiva vie
più per la furia del vento, nè rimase tranquilla, perchè fu calata di nuovo nel 1660
da Alessandro VII, e lasciata in abbandono sino a che per volere di Clemente X, tra
il 1673 e il 1675, fu posta nel luogo dove ancora si trova.

Nei documenti relativi a questa che può essere considerata la « sepoltura » della Na-
vicella, non si parla più di Ciotto, ma del Manenti. Per esempio: « Ad Orazio Manenti,
pittore, scudi 138, b. 20 moneta, per indennità a compimento di scudi 528, b. 20 s.li ch'im-
porta una mis.a (misura) e stima del lavoro di mosaico figurato rappresentante la Na-
vicella con il Christo, S. Pietro, SS. Apostoli ed altre figure ed ornamento fatto sotto

Fig. s — Pittura della seconda metà del sec. XV, Lione, Museo.

la volta del porticato avanti la chiesa di S. Pietro». 11 documento non potrebbe essere
più ingenuamente chiaro: il Manenti aveva fatto un lavoro di mosaico rappresentante
la Navicella. Bontà sua s'egli si era attenuto allo schema generico della Navicella, (piale
era giunta sino a lui.

Chi desidera maggiori particolari legga il già citato articolo di Mons. Cascioli (Bes-
sarione, 1916, p. 132-137), dal quale abbiamo riassunto.

* * *

Alle copie e imitazioni dell'opera di Ciotto può giovare di aggiungere i precedenti
dell'opera stessa. Scene aventi rapporto con quella rappresentata nella Navicella illu-
strano la Tempesta sedata (Matteo, Vili, 23-27; Marco, IV, 35-40; Luca, Vili, 22-25),

L'Arte. XXV, 8.
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