L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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L'ATTIVITÀ DEL TINTO RETTO

IN PALAZZO DUCALE

Le due più antiche opere di Jacopo Robusti in Palazzo Ducale (Sala del Gran Con-
siglio) non ci sono pervenute, perchè distrutte dall'incendio del 1577. Facevan parte
del ciclo di pitture, iniziato già nel Quattrocento, illustrante le relazioni del Barbarossa
col Papato, e precisamente rappresentavano 1' Incoronazione del Barbarossa e la Scomu-
nica di lui per opera di Alessandro 111. A giudicar dalla descrizione del Sansovino, do-
vettero essere grandi cose, anche per dimensioni, ed estremamente affollate; anzi, è un
motivo essenzialmente extrartistico che fa lamentar al Sansovino la perdita loro; la per-
dita, cioè « della fattura di tanti valenthuomini, e delle memorie di tanti personaggi
eccellenti, dei quali il mondo è rare volte copioso».1

Delle due opere, una vide luce nel 15533 e l'altra nel 1562.'

Quale delle due fu dipinta prima?

Il Vasari afferma Y1 ne oronazione.* Al JThode,' tuttavia, non pai perfettamente
sicura la testimonianza, per il latto che, subito dopo, lo stesso scrittore dà una notiiia
imprecisa: che, cioè, il Robusti abbia dipinto VIncoronazione in concorrenza con Ti-
ziano e con Orazio Vecellio, mentre, in realtà, tale collaborazione ebbe luogo soltanto
nel '(12. Tale inesattezza pregiudica effettivamente la tesi vasariana della priorità di
un'opera sull'altra; tanto più che altre circostanze la presenza, nel quadro, del procura-
tore Melchiorre Michiel, riferita dal Sansovino, mentre detto personaggio ebbe tale ca-
rica soltanto il \z marzo [558: 6 uè il Sansovino è solito dar titoli «anticipatamente»
concorrono a render perplessi sulla notizia vasariana. D'altra parte, poi. mancano
anche argomenti per sostener la tesi opposta della priorità cronologica della Scomunica.

Nè il Thode né altri hanno risolto, insomma, la questione; ma l'insoluzione, con-
cernendo oliere Oggi inesistenti, non ci tocca eccessivamente. Sta di fatto la circostanza
storica che il Tintoretto eseguì nel '53 e nel '(>_> due ampie composizioni, di cui ci sono
noti i soggetti, le (piali sciaguratamente vennero distrutte nell'incendio del 1577.

Nello stesso incendio periva una terza grande opera di Jacopo, la cui perdita rac-
colse speciale compianto per la circostanza extrartistica che ad essa si collegava: ce-
lebrava infatti la vittoria navale di Lepanto, nella sala dello Scrutinio.

Spiegar come di tanta impresa fu incaricato il Tintoretto, vorrebbe dire addentrarsi
in una successione di vicende, neppur del tutto note, di cui mi basta rissar gli effetti
finali.7

All'indomani della famosa battaglia, la Signoria decretava8 ch'essa fosse cele-

J Venetia città nobilissima, con aggiunta <li ('■.
Mar timoni, in Venezia, 1663, pag. 336.

-' v. pagamento pubblicato da I). von IIaokln,
Beitràge mt Gesch, des Dogenpalastes, in Jahrb.d.
kdttigl. preusz. Kunstsamm., [911, pag. 32.

i ( ,. li. Lorenzi, Documenti per la storia dei Pa-
lai 0 liinclc, Venezia, [868, pag. .;<><), doc. 001.

« /.e Vite, ed. Milanesi, IV, pag. 588.

5 Repertorium ftir Km/si,XXIV, 1901, pag. 20.

6 Martinioni. Cronici) rendo, aggiunto al San-
sovino, pag. 60.

" v. I'. Liberale Rambaldi, Un appunto intorno
al T. e ail .1. Vicentino, in Rivista d'arie, gennaio-
aprile [910.

x Lorenzi, n'p. cit., pag. ,172.
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