L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 4.1901

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BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

Il libro termina con un breve studio sul Savonarola
e sull’importanza dell’influsso di lui nell’arte fioren-
tina. Come già dissi, questo terzo volume corona bel-
lamente l’opera monumentale dei due precedenti ed
è da augurarsi che presto l’illustre autore abbrac-
ciando sinteticamente la perfetta arte dei sommi cin-
quecentisti e studiando il decadere del sentimento
artistico e cristiano dei secoli che seguono, finisca
l’opera grandiosa che circonda il suo nome di tanta
bene meritata fama.

G. Focolari.

Francesco Carabellese: Della storia del-
l'arte in Puglia, e più particolarmente
della terra di Bari fino ai primi anni del
secolo XIII. (Estratto dal i° volume del-
l’opera La Terra di Bari, deliberata dal
Consiglio provinciale per l’Esposizione di
Parigi del 1900). Frani, Vecchi, 1900.

Avverte l’A. nella brevissima prefazione di non
aver inteso metter mano a una Storia dell’arte pu-
gliese o almeno barese, ma di aver voluto recare sol-
tanto un contributo per quella storia, offrire « ricerche
e idee, le quali riguardano specialmente il periodo
pre-svevo dell’arte in Terra di Bari, e che tentano
mostrare i caratteri e le ragioni storiche di quest’arte
pugliese ». Considerato cosi, non possiamo non acco-
gliere con lode il suo studio accurato e ritenere giu-
stificata quella mancanza di proporzione tra le varie
parti del lavoro, e quindi quella mancanza d’equilibrio
e di organicità, che ue è forse il principale difetto e
che l’A. certamente avverte quando nota, nelle righe
che precedono il suo studio, di essersi soffermato molto
su alcuni monumenti, pochissimo su altri. D’altronde,
se il campo così vasto, così interessante e cosi degnò
di studio profondo, non è stato che in piccola parte
abbracciato dall’A., ciò lascia sempre luogo a sperare
che egli, continuando ad occuparsi con amore del-
l’argomento, offra altri contributi che valgano a col-
mare le gravi lacune del presente studio.

Il Carabellese ha diviso il suo lavoro in cinque
capitoli, di cui i primi due sono dedicati allo studio
delle origini dell’arte che fiorì rigogliosamente in Pu-
glia dal secolo xi a tutto il xm, e dei diversi elementi
che concorsero a formarla. E prese le mosse dalle
condizioni artistiche della Puglia nell’antichità, accen-
nato al disfacimento dell’arte classica, solo interrotto
dal fiorire dell’arte bizantina intorno al vi secolo,
scrive del sorgere del Comune in Puglia e dello svi-
lupparsi con esso dei primi germi dell’arte indigena,
ai quali, elementi lombardi, arabi e normanni vennero
a mescolarsi per dar vita alle superbe creazioni del
secolo xii. Alcune di queste — il duomo di Bari, la
basilica di San Nicola, la cattedrale di Trani, le porte
di Barisano —- formano l’oggetto dei due seguenti ca-

pitoli; ma l’A., senza affrontare particolari problemi
che possono presentarsi allo studioso d’arte, si limita
a interessanti cenni storici e, per il rispetto artistico, a
brevi descrizioni che non possono soddisfare il lettore
e dargli un’ idea dell’ importanza di quei monumenti
insigni e del posto che occupano nella storia dell’arte
romanica. Qualche cosa di più avrebbe potuto dirci
l’A. della scultura a Bari, anche lasciando nella penna
il nome di quel Basilio cui si continua a dare, non so
con qual fondamento, il portale dei leoni ; al con-
trario, avrebbe potuto fare a meno della sosta relati-
vamente lunga sopra le porte di Barisano, se avesse
messo a profitto lo studio pubblicato sulle porte stesse
ne L’Arte (Anno I, pag. 15) da I. M. Paimarini, studio
che l’A. mostra di non conoscere.

Poche parole, dedicate nel V capitolo ad altre chiese
di Trani, Moffetta, Barletta (di altre importantissime,
come la cattedrale di Ruvo, San Giacomo Vecchio a
Trani, tace affatto l’A.) chiudono questo studio del
Carabellese, che, esuberante come contributo d’inda-
gini proprie, assai manchevole, d’altro canto, se con-
siderato come lavoro di sintesi, ha in ogni modo il
pregio di gettare un po’ più di luce su uno dei più
complessi ed attraenti problemi dell’arte nostra, e di
provare ancora che allo studio di esso, intrapreso e
continuato da stranieri, noi italiani sentiamo il dovere
e il piacere di recare la nostra valida opera.

Inventari di monumenti d’arte, cataloghi di Musei e Gallerie,
guide nazionali e cittadine, illustrazioni di luoghi.

La galerie de tableaux de M. Rodolphe Kann
à Paris. 100 héliogravures. Texte par Wil-
helm Bode, traduction par Auguste Mar-
guillier. Vienne, Société des arts graphi-
ques, 1900.

L’ illustre direttore della R. Galleria di Berlino
ha scritto una breve relazione illustrativa della rac-
colta pittorica del signor Rodolfo Kann di Parigi, una
delle più recenti e già tra le più considerevoli della
Francia. Rembrandt van Ryn domina come sovrano
nelle sale superbe di quella galleria, con undici quadri,
che rappresentano le differenti maniere del maestro,
tra i quali è la celebre Dama dal garofano. Fanno
corona al maggior genio della civiltà olandese, i suoi
seguaci e continuatori, che si applicarono alla rap-
presentazione della vita del loro paese, il Maes, Jan
Vermeer di Delft e Pieter de Hooch, Girard Terborch,
Gabriel Metsu, Jan Steen, Adriaen van Ostade, ecc.
Quindi seguono i grandi maestri'del paesaggio animato,
e, tra i paesisti, Jacob van Ruisdael, particolarmente
prediletto dal raccoglitore della galleria. Accanto a
quello, il suo forte continuatore Hobbema e il vapo-
roso van Goyen ; ; grandi ritrattisti Frans Hals e
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