L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 4.1901

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MISCELLANEA

SPIGOLATURE.

Alcune note sulle miniature dell\< Apocalisse »
dell’Escuriale. — In uno degli ultimi fascicoli* L’Arte
pubblicò uno studio molto importante dei signori
A. Vesme e F. Cartami quali fecero conoscere per la
prima volta i nomi di tre pittori, incaricati dal duca
di Savoia d’illustrare con miniature la grande Apoca-
lisse posseduta oggi dalla Biblioteca dell’ Escuriale.
Come hanno ricordato nel loro articolo i detti signori,
già Paolo Durrieu,1 2 3 conservatore onorario del Museo
del Louvre, aveva con sicurezza che non lasciava luogo
a dubbi, identificato questo codice con una Apocalisse
citata negl’inventari dei duchi di Savoia e aveva anche
richiamata l’attenzione degli eruditi su questo mano-
scritto, rilevando, con la grande competenza conferi-
tagli dai suoi lunghi studi in quel campo, come le
miniature fossero dovute a mani differenti operanti a
una venticinquina d’anni di distanza. Codesto erudito
lavoro permise al signor De Champeaux 5 di ritenere,
in conseguenza di un’affermazione del Cibrario, Jean
Colombe come l’autore certo delle miniature del ma-
gnifico volume; ma recentemente i signori Vesme e
Carta ci facevano conoscere il nome di due altri pit-
tori che lavorarono dal 1428 al 1435 alla decorazione
Ae\VApocalisse: Jean Bapteur di Friburgo e Peroneto
Lamy di St.-Claude.

La partecipazione a questa illustrazione di due fran-
cesi e d’uno svizzero di cui l’educazione artistica potè
forse essere avvenuta in Francia — dove l’arte della
miniatura fu per lungo tempo più fiorente che in qual-
siasi altro paese, e anche la conferma sicura e asso-
luta dell’opinione emessa otto anni fa da un mio
maestro e amico, m’interessarono oltremodo alle sco-
perte di cui dava notizia l’articolo del L’Arte. Rice-
vetti il fascicolo due giorni prima di partire per Ma-

1 Anno IV, 1901, pag. 35 e seggi

2 Manuscrits d’Éspagne remarquables par leur peintures, in :
Bibliothèque de VÉcole des chartes, tome LIV, 1893.

3 Chroniquc de VArt, 1895, pag. 54 e seg.

drid, e cacciandolo nella valigia mi ripromisi di pas-
sare qualche ora a sfogliare devotamente il venerabile
codice nel silenzio grave e impressionante del palazzo,
un po’ convento e un po’ prigione, dell’Escuriale. Son
lieto oggi di poter offrire ai lettori del L’Arte il risul-
tato di questo studio fatto sul luogo. A fianco del la-
voro essenziale e documentato dei signori Vesme e
Carta, questo studio potrà sembrare forse leggero e
vuoto: mi sforzerò, in ogni modo, di caratterizzare
ciascuno di quei miniatori, di cui ho distinto le mani,
con sufficienti particolari e con sufficiente precisione
per poter dare idea della loro diversa maniera: ben
felice se, grazie a queste righe, sarà possibile un giorno
riconoscere le mani di quegli artisti in altre miniature
e delineare la loro personalità artistica riconnettendo
fra loro alcune opere autentiche.

L'Apocalisse dell’ Escuriale si compone di quaran-
tanove carte in folio grande, scritte e miniate su am-
bedue le facce. La parte superiore della giustezza in
ogni pagina è occupata da una miniatura rappresen-
tante una delle visioni dell’Evangelista. Nelle prime,
San Giovanni entra nella scena principale, altrove è
rappresentato da un lato, in margine, in mezzo a fo-
gliami ornati di fiorellini che attorniano miniature e
testo insieme, ed esprime con i suoi gesti sorpresa o
meditazione. Nella parte inferiore di ciascuna pagina
il commento latino della visione rappresentata nella
miniatura è diviso in due colonne.

Secondo i documenti pubblicati nel L'Arte le prime
miniature debbono essere attribuite a Jean Bapteur di
Friburgo. Esse mostrano ancora chiaramente l’influenza
dell’arte del Trecento.

La figura di San Giovanni è qui posata sugli steli
leggeri dei viticci della cornice, mentre essa sarà messa
in un quadro rettangolare da Peroneto Lamy e spic-
cherà su un fondo di paese nelle miniature attribuite
a Jean Colombe. Quando il soggetto lo permette, e
non è questo il caso della miniatura riprodotta nel
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