L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 4.1901

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GIACOMO SERPOTTA

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de Bononiis, con atto notarile del 2 ottobre 1703,1
diede commissione a Giacomo « di stucchiarci la
prima cappella della chiesa di detto monasterio,
quale è vicino la sacrestia », dove in quel tempo
lavorava lo scultore Gioacchino Yidagliano, tutto
intento ad allestir gradini, mensole e piedistalli.2
Egli vi dovette impiegare parecchi mesi, essen-
doché l’ultimo pagamento gli fu fatto, come ri-
sulta dal Libro maggiore del monastero, ai 18 feb-
braio 1704.

La cappella era dedicata allo Spirito Santo,
e l’opera fortunatamente si è salvata, dopo che fu
demolito il monastero, ricomponendo tutti i pezzi
in una sala del Museo Nazionale di Palermo.

Ecco qual’ è il suo ornamento : due angioli
bellissimi, uno dei quali ricciuto e diademato, che
mostra un elegante e ricco calzare all’antica, sor-
reggono un medaglione attorniato da teste sera-
fiche, nel cui fondo spicca la mistica colomba.

Ai lati, su mensole, posano due figure mulie-
bri, rappresentanti la Gloria, acconciata e vestita
classicamente, che porta un ramo di quercia e
una ghirlanda nella destra, ed ha vicino a sé
un’aquila; e la Purità, bella e soavissima donna,
ispirata, come sembra, dal vero, piena di nobiltà
e di dolcezza, che raccoglie su di uno scialle una
colomba, e sta a contemplarla con un senso di
rapimento e con un sorriso che appena le sfiora
le labbra. Essa, per modellato e per espressione,
è una delle opere più preziose dell’artista.

Il Serpotta, in seguito, decorò, nella stessa
guisa, la cappella dirimpetto dedicata a Maria
Vergine; ma nessun documento si è trovato, e
pare probabile che fosse stata eseguita a spese
di qualche divoto. In questa seconda cappella
dentro il medaglione è rappresentata la Madonna
seduta col Bambino, innanzi a cui s’inginocchia
un angioletto in atto di adorazione. Sotto risalta
un maestoso Iddio Padre, imagine umana e veneranda di vecchio, che apre amorosamente
le braccia. Nella parte inferiore una colomba e un gruppo di angioli adoranti facevano corona
a un piccolo dipinto con l’effigie di Maria Vergine, ora non più esistente ; e ai lati due statue
rappresentano, una la Predestinazione, che porta un vaso (il vas electionis), vestita d’un bel

G. Serpotta: Particolare di decorazione
Palermo

Museo Nazionale (dalla chiesa delle Stimmate)
(Fotografia dell’arch. E. Petri)

1 Archivio di Stato, not. Sardo Fontana Onofrio I
Bastardelli, a. 1703, f. 268-270.

2 Nella cappella del Santissimo Crocifisso e di San
Francesco di Assisi della stessa chiesa, aveva prestato
l’opera sua un altro Serpotta, a nome Giuseppe, pro-
babilmente fratello di Giacomo. Egli, addì 28 gen-
naio 1700, si obbligava con la medesima abbadessa,
pel prezzo di onze 60, di « avere affare di stucco tutta
quella opera che conforme il disegno lasciato in po-

tere di detta reverenda matre, e sottoscritto tanto da
detta reverenda matre quanto dal detto di Serpotta,
come pure dal P. Giacomo Amato delli Cruciferi, ecc. »
(Archivio di Stato, not. Sardo Fontana Onofrio Ba-
stardella a. 1699-700, ind. Vili), e a 29 marzo dello
stesso anno, prometteva di fare, pel prezzo di onze 14
« la cornice et architravo di stucchiato al cornicione
d’una parte e l’altra della chiesa » (Ibid., Bastard,
a. 1700, f. 1669).
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