L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 4.1901

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MISCELLANEA

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vale di quell’ampia vallata che da Torino, per Susa,
sale al cuore delle Alpi.

La generosa concessione del Comune di Torino,
favorita dalla illuminata cortesia del Capo di quell’Am-
ministrazione, il barone Severino Casana, rese possi-
bile allo scrivente di iniziare e condurre a termine un
corso di storia dell’arte italiana, di carattere generale,
svolgentesi dalle origini al Cinquecento, illustrato da
proiezioni luminose, fornite da Case estere e dalle ita-
liane di Alinari, Anderson e Vasari, e frequentato da
oltre duecento inscritti. Di analoghi corsi mi giunge
notizia, tenuti ad Ivrea ed a Cuneo dai professori Con-
tessa e Bellorini. Certamente altri corsi, di cui non
ho notizia, avranno mostrato l’opportunità dell’idea
espressa dall’on. Ministero dell’istruzione, di diffon-
dere la cultura dell’arte nelle scuole e nel popolo.
Speriamo che alle circolari tengano dietro provvedi-
menti più efficaci, giacché non è la buona volontà che
difetta, anche nelle regioni meno confortate da tradi-
zioni d’arte.

La chiesa di Gavi. — Movendo verso la Liguria
accenno ai progetti di restauro della parrocchiale di
Gavi, chiesa del periodo di transizione dall’arte roma-
nica alla gotico-ligure, con un rosone nella facciata,
arrecante un nuovo fatto di deviazione delle norme
dell’armonia, di cui disserì il Goodyear, nel suo lavoro
sulle irregolarità architettoniche medievali, da me rias-
sunto nel L'Arte.' Su questo fatto ritornerò più tardi,
quando potrò pubblicare anche la fotografia.

Monumenti genovesi. — Uno sguardo a Genova
ci dà compiacenze e timori; giacché quella città, che
rapidamente si trasforma, continuamente si arricchisce
e si espande, talora rispetta, talora invece pare voglia
travolgere, nei suoi bisogni novelli, i riguardi per le
vestigia del passato.

Cosi l’enorme spaccatura rettilinea, fatta attraverso
al centro della vecchia Genova e che ha dato origine,
insieme con l’ampia via Venti Settembre, ad una seria
di architettonici mostri, pare estendere a destra ed a
sinistra la sua azione. devastatrice, di cui temesi ri-
manga vittima il chiostro di Sant’Andrea (sec. xm),
ora cortile dell’edificio delle carceri. È un mirabile
esempio di chiostro, del periodo di transizione dell’arte
romanica alla gotica, che in Liguria fece sentire cosi
presto i suoi influssi, e sarebbe desiderabile rimanesse
in piedi, a caposaldo della storia artistica ligure; il
chiostro, nel centro di un’aiuola fiorita, non sarebbe
esteticamente ed igienicamente fuori posto, nel centro
di quel quartiere, a breve distanza da quella porta
Soprana che, ora, quasi completamente ristorata, ri-
corda la baldanzosa sfida che la guelfa repubblica di
San Giorgio lanciò in volto a Federico Barbarossa. 1

Ma contro il vento della speculazione avranno forza i
pochi amatori, per quanto fervidissimi, che Genova
conta?

Il Demanio cede ora in consegna al Comune la
chiesa di sant’Agostino, sinora magazzino militare.

È una grandiosa chiesa, esempio di architettura
gotico-ligure, eretto dagli Agostiniani di Santa Tecla
nel sec. xm, e che conserva, e navi e facciata e cam-
panile e chiostro, d’interessante carattere, benché in
cattivo stato. Il Comune di Genova, assicurandosi l’edi-
ficio medievale, si prepara a consolidarlo e restaurarlo
degnamente, aggiungendosi un titolo d’onore agli altri
già raccolti nel nobile campo.

In Genova stessa lo Stato ha condotto a buon punto
le riparazioni di tutta la fronte verso piazza Caricamento
del Palazzo di San Giorgio. Le trifore gotiche del
primo piano e le bifore del secondo si disegnano
novellamente nella fronte severa di muratura, che si
aderge sulla base marmorea. In questo modo si ot-
tenne che, qualunque sia l’uso che si vorrà fare del
palazzo, si dovrà rispettare il suo carattere ed il suo
aspetto, quale risultò dallafusione delle parti essenziali,
dei secoli xiii-xvii, escluse quelle che furono aggiunte
e sovrapposte in epoche recenti e disgraziate.

La Direzione regionale dei monumenti, provvisto
al restauro degli affreschi di Giusto Alemanno, in
Santa Maria di Castello, rivolge la sua attenzione a
due vecchie chiese alle porte di Genova, San Barto-
lomeo alla Costa e l’altra del Fossato, di Sampier-
darena, entrambi romaniche ed interessanti, special-
mente la prima, per la torre ottagona, ergentesi nella
campata defila maggiore nave, precedente al presbi-
terio.

Altri restauri in Liguria. — Lungo la Riviera di
ponente la stessa Direzione continua il lavoro del
Battistero d’Albenga, che risulterà nelle sue forme
originali, ricordanti disposizioni generali ai battisteri
primitivi, quali si hanno nel Battistero Costantiniano,
in quello Ravennate ed altri. In quest’opera di resti-
tuzione, memorabile è l’appoggio che dà l’autorità
comunale albingaunese.

Non interessa questo periodico ricordare la massa
di frammenti epigrafici d’età romana che gli scavi hanno
dato; noterò solo come i criteri della grafia servono
a riportare ad epoca poco lontana da quella del mo-
saico di Galla Placidia, il mosaico che adorna il san-
tuario della vetusta cappella battesimale. Più tardi darò
un più ampio resoconto dei vari lavori eseguiti nel
tempio, quando avrò terminato la relazione ufficiale
del restauro stesso. Alcuni lavori non imponenti, ma
opportuni, ridettero il suo aspetto primitivo al campa-
nile romanico della chiesa di San Fedele, a poca di-
stanza dalla terra degl’inganni.

Accingendosi al restauro di San Siro, la chiesa
cattedrale romano-gotico della leggiadra Sanremo,

1 Anno 1900, pag. 137.
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