L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 9.1906

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MISCELLANEA

prò ut etc. et questo per tanto tempo che non è memoria de homini
in contrario.

Quinto come . che latino proximo passado . del mese de agosto,
uel prò ut de veriorj tempore liquidabitur per testes . ditta nostra
Capella è sta diruta et funditus destruta . furtiue et clandestine,
a grandissima iniuria et ignominia de la famelgia nostra existente
de la custodia de la chiesia il padre guardiano et frati uel prò
ut etc.

Sexto . come furtiuamente fu trouato alguni murarj et m arali-
gonj: li quali eranno stati a la destrucion et mina de ditta Capella .
li qualli se excusorno cum diuerse parole esser sta conduti a far
tale destrucione . uel ut liquidabitur etc.

Jure quod predictis omnibus etc.

Jure quod stantibus predictis etc.

[a tergo]

Capitala nobilium de Lazara in materia Capellae.

Piero della Francesca a Urbino e i ritratti degli
Uffizi.1 — La data dei due ritratti del conte e della
contessa d’Urbino conservati nella galleria degli Uf-
fìzi, ove passarono dalle sale del palazzo ducale di
Urbino nel 1624, coll’eredità di Claudia dei Medici,
vedova dell’ultimo duca d’Urbino, Federico Ubaldo,
è rimasta fino ad ora incerta. Tuttavia si può notare
che la più recente critica tende a portarla a un tempo
anteriore al 1469 fissato dal Cavalcasene. Cosi, lo
Schmarso'w, il Fichi, il Witting, che propende per una
data poco posteriore al matrimonio avvenuto nel '59,
e il Berenson, che sceglie l’anno 1465. All’opinione
del Cavalcasene si sono invece attenuti il Calzini e il
Weisbach.

Ma un componimento poetico del carmelitano Fe-
rabos, contenuto nèl foglio 114 del Codice Vat. Urb.
Latino 1193, pone termine alle opinioni. Eccolo:

Imago eiusdem Principis a Pietro Purgensi pietà
alloquitur ipsum principeni.

Me finxit magna solers haud arte limantes
Qui. capii aut falso palmite Zeuxis aves.

Parrhasius tabula, enphranor non marmore, sculpsit,
Pyrgotheles gemma, mentor et in patera,

Nec sum Praxitelis Lysippi vel polycleti
Caelatusque copae phidiachaque ma/m.

Ast Petrus nervos mihi dal cum carnibus ossa,

Das animarti, Princeps, tu dettate tua;
l ino igilur, loquor et scio per me posse moviri:

Gloria sic Regis praestat et artifteis.

Il Ferabò dimorò in Urbino nel 1466, subito prima
della sua dimora in Perugia (’67-’7o), come si ricava
da un carme di Paolo Marsi,2 che, ammonendo la
gioventù perugina a fuggire il Ferabò come uomo

1 II prof. Cinquini ha pubblicato queste conchiusioni in un’ap-
pendice d’un opuscolo per nozze : De vita et morte illustris D. Bap-
tistae Sfortiae Comitissac Urbini. Canzone de ser Gaugello de la
Pergola ^Roma, E. Loescher). Ma per il carattere affatto letterario
del lavoro e per la poco numerosa tiratura, crediamo far cosa grata
ai lettori de L’Arte riportando ciò che si riferisce a Piero della
Francesca.

La Direzione.

2 Cfr. Vermigligli, Memorie di Jacopo Antiquario, 1:813 e Della
Torre, Paolo Marsi da Pescina, 1903.

corrotto e ipocrita, enumera le città dalle quali era
stato cacciato per le sue colpe:

Parthenope excepit, qua pul'sus, fugit in oras
Trinacriae. Hinc pulsus, pnlsus et Hesperia

libino effugiens noetis se credidit umbris
Xec ferret ciaf a verbena multa die.

Hunc scelerum Perugina cdhors ignara malorum
Excepit placido fovit amica sinu.

È dunque accertato che i ritratti di Piero della
Francesca esistevano prima del 1466; e sapendo che
nel ’6o l’artista si trovava in patria e nel ’66 lavo-
rava ad Arezzo, la dimora sua a Urbino e la conse-
guente esecuzione dei ritratti è da porsi tra il ’6i e
il '65.

Ora osservando come Battista nel ritratto non abbia
la sua freschezza di ragazza, assuma anzi una espres-
sione di malinconia, si può a buon diritto pensare il
ritratto sia stato eseguito più presso il '65 quando
cioè per i già avuti figlioli nell’età giovanissima, per
la faticosa amministrazione dello stato durante le fre-
quenti e lunghe assenze del principe, essa poteva bene
apparire sfiorita.

Adolfo Cinquini.

A proposito di Giovannino de’ Grassi al quale
in un recente articolo ho attribuito i disegni di un
codicetto della Biblioteca Comunale di Bergamo fra

Dall’alfabeto inciso del maestro E. S.

cui anche un alfabeto miniato che osservavo «dovuto
ad una immediata influenza settentrionale »,1 i signori
M. Lehrs e F. Hermanin mi fanno notare i rapporti

1 Michelino da Besozzo e Giovannino de’ Grassi ne L'Arte
1905, Pag. 335.
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