L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 9.1906

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LA QUADRERIA SANDOR LEDERER

A BUDA-PF.ST

ANDOR Lederer, fine e intelligente conoscitore di cose d’arte, ha riunito
nella sua dimora a Buda-Pest una ragguardevole raccolta di quadri,
in gran parte di Maestri italiani.

Alla scuola veronese vediamo assegnati due dipinti : una Vergine
col putto a metà del naturale, di cui si dice autore Giovanni
Francesco Carotto (fig. i), e una Santa Giustina, per la quale si
fa il nome di Paolo Morando, detto Cavazzola (fig. 2).

Quanto al primo, non veggo alcuna difficoltà ad accettare l’attri-
buzione che vien data. Del resto è un quadro ben noto, acquistato
dal signor Lederer alla vendita della Galleria Habich in Cassel,
anche ricordato dal Morelli.

Trattandosi però di un pittore multiforme, chiamato dal marchese
Maffei Proteo della pittura, non sarà male che io ne dia qualche
cenno, anche per assegnare a questa Madonna il posto che le
conviene fra le opere del Maestro.

Fino ad ora si era ritenuto che Giovanni Francesco Carotto

fosse nato nel 1470 e morto nel 1546: alcuni però oggi credono

che nascesse tra il 1478 e il 1482 e morisse verso il 1556.1

Il Vasari lo fa scolaro prima di Liberale da Verona, poi del
Mantegna, e aggiunge, anzi, che questi mandava fuori delle opere
di lui per di sua mano: ma tale affermazione non è accertata in alcun modo; noi non cono-
sciamo dipinti del Carotto, che il grande vicentino avesse fatti passare per suoi.

Però non sarà diffìcile che da ciò possiamo trarre qualche conseguenza, sebbene men
categorica dell’affermazione vasariana.

Le opere più antiche di lui che ci siano pervenute, quali la Madonna detta la Cucitrice
(del 1501), esposta nella Pinacoteca di Modena, quella dell’Istituto Stàdel di Francoforte,
per tacere di altre, rivelano caratteri misti dello stile di Liberale e di quello del Mantegna.

Io poi credo che il dipinto al n. 87 del Museo civico di Verona, nel quale sono figurati

la Madonna e il divin Figliuolo con San Giuseppe e Maria Maddalena, già per lo innanzi

ascritto al Mantegna, sia anche esso uscito dalle mani di Giovanni Francesco Carotto e sia
da classificare subito dopo i dipinti che abbiamo ricordati.

A prima vista sembra veramente di riscontrarvi, nel modo di piegare i panni e in taluni
tipi, certi indizi che indicherebbero la mano del grande scolaro dello Squarcione, ma riguar-

1 Vedi L’Arte, 1904, pag. 64 e seguenti.
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