L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 9.1906

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IL PULPITO ROMANICO

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non fluente, ma corta, la faccia più rotondeggiante e più larga. Anche in questa figura
l’artefice si rivela posteriore e più abile di quello di San Michele in Groppoli.

Il marmoraio non fa intervenire nella scena le due ostetriche Salome e Zelomi rappre-
sentate in quasi tutti i pulpiti del XII, Xin e XIV secolo, a Groppoli, a Barga, a Pistoia,
a Pisa, a Siena, in atto di lavare il neonato ; ed egli supera se stesso nell’interpretare con
un certo vigore naturalistico e con originalità inventiva l’annunzio dato dall’angelo ai pastori.
Il celeste messaggero in un atteggiamento pieno di slancio e di effetto decorativo, colle
ampie ali aperte sotto la figura della Madonna, indica il miracoloso avvenimento al pastore
e dispiega il rotulo con la scritta incompleta: Ego annuntio vobis... essendo ommesse per
ragion di spazio le parole gcmdium magnum.

Quest’angelo è ancora un ricordo degli antichi geni e delle vittorie pagane, colle vesti
poco fluttuanti, strette al corpo piegato ad arco ; gli occhi non hanno più la pupilla di
smalto nero, le pieghe sono meno legnose, e infine è assai superiore in tutta la modellatura
alle altre figure.

Il pastore, tutto compreso della rivelazione, se ne sta in ascolto, appoggiato al bastone

Pulpito (Dettaglio). Arcetri, San Leonardo.

con accanto il fido cane accucciato, e indossa un mantello aperto che lascia vedere la
-corta tunica ; il cappello accuminato è una leggiera variante del berretto frigio. Due altri
pastori imberbi, mentre il primo è barbuto, gli stanno dinanzi, uno toccando le corde d’un
rozzo istrumento e seguendo colla danza il ritmo della musica ; l’altro stando seduto sopra
un masso, colle gambe incrociate e dando fiato al corno. Questa scena pastorale sarebbe
secondo lo Schmarsow1 il resto d’uno di quegli idilli bizantini ancora influenzati dalle
migliori miniature; a me non pare però che, come egli dice, i due suonatori siano angeli.
Dalla parte opposta ai pastori è il palmizio, al quale sono appesi il sacco la corba, e che
termina in tre foglie mosse e trattate realisticamente.

Primitivo invece è il modo di rappresentare l’ovile donde esce il gregge senza alcun
effetto prospettico ; cosicché addossate le une alle altre appaiono le capre, le pecore e l’ani-
male più in basso che, per il pelame ottenuto non con bioccoli, ma con minute incisioni
di scalpello, come per la forma del muso e delle zampe, ha tutte le caratteristiche di
un orso.

Il motivo dei rombi ad opus sedile che inquadra il bassorilievo è stato probabilmente
rifatto al tempo dei restauri e della ricomposizione del pulpito.

1 August Schmarsow, op. cit., pag. 199.
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