L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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A PROPOSITO DELLA "PRIMAVERA"

DI SANDRO BOTTICELLI

Che Sandro Botticelli nella sua grandiosa composizione eseguita per una villa subur-
bana medicea avesse proprio voluto rappresentare la Primavera, la dolce stagione
in cui al bacio del sole la natura s'ingemma di fiori e di frutti, già ce lo aveva detto
il Vasari: «... oggi ancora a Castello, villa del Duca Cosimo, sono due quadri figurati,
l'uno, Venere che nasce, e quelle aure e venti che la fanno venire in terra con gli
amori: e così un'altra Venere, che le Grazie la fioriscono, dinotando la Primavera».'
Per quanto sulla designazione del dipinto non vi sia dubbio, già è stato giustamente
avvertito che le parole del Vasari non ne investono con precisione il subietto, nè bene

10 definiscono, essendovi bensì effigiata anche Venere, ma non è dessa la Primavera, nè
le Grazie la infiorano.3 La ricerca questa volta non è vana perchè l'opera non c'inte-
ressa soltanto per le sue qualità pittoriche e per l'armonia squisita della linea, ma anche
per la guisa con cui il soggetto, chiaro e preciso quant'altri mai, appare trasfigurato in
una visione di sogno da una fervida fantasia poetica, satura di quei ricordi mitologici
e classici che formavano il sustrato della cultura del secolo xv. In complesso concor-
diamo anche noi nel ravvisare nel quadro raffigurato dal Botticelli una figurazione
mitica, con un intimo significato allegorico e con una probabile, sebbene non ancora
pienamente chiarita, allusione storica.3

Le fonti vicine e lontane alle quali attinse il pittore sono state ad una ad una
ricercate e poste in rilievo da alcuni recenti studiosi e sarebbe inutile tornare ad insi-
stervi qui e riaprire una polemica che in parte si svolse in questo stesso periodico e
più, ci sembra, contribuì a sviare anziché a chiarire una giusta interpretazione del di-
pinto.4 Ci basti notare che se sono in esso evidenti le relazioni con le Stanze del Poli-
ziano, non altrettanto sicuri ci sembrano alcuni riferimenti intravisti dal Marrai con
Ovidio, nè possiamo concedere al Warburg di sostituire alla vecchia denomi;.azione di
<• Allegoria della Primavera » quella di <• Regno di Venere », nè tantomeno con 1'Jacobsen
possiamo ammettere che il nome esprimente il risorgere della natura stia in intima rela-
zione col recondito e profondo senso del quadro, ch'altro non rappresenterebbe se non

11 « Risveglio di un'anima a nuova vita ».

'Vasari, Vite, ediz. Milanesi, t. Ili, pag. 312.

2 B. Marrai, La Prìvnavera di Botticelli, ecc..
Firenze, 1007, pag. 7. L'autore rielabora qui due
articoli sullo stesso argomento, pubblicati l'uno ne
L'Arte, anno I, fase. XV-XVII, l'altro nella Ras-
segna Internazionale, anno II, fase. VI,

3 B. Marrai, op. cit.. pag. 3.

4 F. Aby Warburg, Sandro Bottice/lis « Geburt
der Ventisi und « Friihling », Frankfurt a. M., s. a.;
E. Jacobsen, Allegoria della Primavera di Sandro
Botticelli, in Archivio storico dell'Arte. 1897, pag. 321,
e in L'Arte, II, pag. 280; B. Marrai, op. cit.
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