L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

none (li parlare ai tecnici; egli vuol discorrere con l'universo,
e ci riesce; e a chi lo biasima per la tecnica risponde che
egli si serviva della pittura per esprimere quanto egli sentiva».
Dove si rileva, che secondo Dalbono i « coloristi e i disegna-
tori » sono semplicemente « tecnici a (per esempio Tiziano, Mi-
chelangelo), e poi che Géróme si faceva servire dalla pittura;
e noi sappiamo come si trattino i servitori. Infine basta pensare
a Géróme, e il giudizio sul valore di queste affermazioni del D.
è subito dato. Il gioviale partenopeo s'accorse almeno due
volte che in tal modo si veniva a cacciare dalla porta non la
"tecnica » ma l'arte della pittura, e tentò di ovviarvi in due modi.
11 primo, ch'era poi quello effettivamente applicato nell'arte
dal Morelli stesso e da altri romantici illustratori, consiste nel
ritenere, secondo principi che, non possono certo avere un ca-
rattere di eternità ma solo discendere da concezioni letterarie
affatto di transito, che si possa, com'egli afferma di Pagliano,
« colorire il tema con colori propri adatti al carattere e al senti-
mento del soggetto ». E sentite come applica nella critica questo
simbolismo cromatico parlando delia congiura dei Buon del-
monte: « combinazioni dei colori in armonie ricche e tragiche...
chiaroscuri aspri e vigorosi, come si convengono ai prossimi
colpi di pugnale (qui proprio si ride) dei quali sarà vittima il
Buondelmonte... », eseguita su questo tono. L'altro modo di
superare il «tecnicismo» e F«illustrazionismo » in una conce-
zione unitaria è quello che chiameremmo volentieri il a misti-
cismo critico », cioè l'acriticismo per definizione. Nulla hi ri-
specchia meglio che questa effusione da Piedigrotta: « La tec-

nica è l'arte, e l'arte è la tecnica. Ma in queste parole, o si-
gnori, è compreso un mistero senza confine, mistero che non
si sa dove comincia e dove finisce ».

Prendiamo atto di questa confessione del povero Dalbono, e
senza sminuire per nulla i suoi meriti saltuari di buon gusto,
specie nell'apprezzamento dell'arte del '6oo locale e nel senso
dell'ambiente e della moda, passiamo a cercare altrove chi
abbia fatto migliore arte te. migliore critica nell'Italia del se-
colo scorso, (r. I.)

X. Iconografia, iconobiologia, biografia, fonti,
documenti, spigolature, cataloghi, guide, ecc.

16. Nicodemi (G.). S. Sisto di Piacenza. (Ras-
segna d'Arte, 1916, n. t, gennaio).

Contiene notizie storiche della chiesa dalla sua fondazione
alle ultime vicende.

17. Edgel (G. H.). The Loan exibition of italian
paintings in the Fogg-Mtiseum. (Cambridge, A ri
and Archaeology., giugno 1915, n. 1).

Far nascere Allegretto Nuzi nell'Umbria non sarebbe errore
grave, quando l'autore non tendesse a dare un valore estetico
alle circoscrizioni regionali. Per il resto, buone idee e attribu-
zioni giudiziose. Un dubbio si potrebbe levare perla Madonna
non finita attribuita al Pinturicehio, e per il giudizio di Pa-
ride, dove sono elementi extra-fiorentini che avanzano assai
l'arte del Pesellino, cui il pannello è riferito. (e.t.).

NBCROLOGIO

EMILIO BERTAUX, nostro caro collaboratore,
scrittore di un'attività sempre più sorprendente,
è morto a 45 anni. Professore alla Sorbona, diret-
tore del museo André, redattore principale della
Gazette deé Beaux-Arls, aveva un gran compito da-
vanti a sè e una gran forza per assolverlo. Alla
guerra santa che infiamma i generosi, prodigò tutte
le risorse della sua coltura, tutta la sua attività
inesauribile, tutta l'anima: luogotenente interprete
presso una Divisione, partecipe della campagna in
Lorena, e poi capitano presso la Direzione del ser-

vizio aereonautico a Parigi, infine ufficiale, per
collegamenti tra l'aviazione italiana e quella fran-
cese, a Udine e a Venezia. Parti da questa città,
nel dicembre, ammalato; morì a Parigi la notte
sul o gennaio. Non è il caso di dire ora dell'opera
sua di studioso, nota a tutti, cara a noi Italiani,
che ricordiamo giovane il Bertaux, ardente nel-
l'esplorare l'Italia meridionale, e sentiamo tutta
la grandezza della perdita, comune alla Francia e
all'Italia, ai nostri due paesi affratellati nel dolore
e nella fede. A. V.

Per i lavori pubblicati ne L'AR'J'E sono riservati tutti i diritti di proprietà letteraria ed artistica

per l Italia e per l'estero.

Apolfo Venturi, Direttore.
Roma, Tip. dell'Unione Editrice, Via Federico Cesi, 45.
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